Sab 28 Mag 2022
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Da Cosenza parte la mobilitazione delle regioni del Sud con Zonadem

di

Francesco Mannarino

Il Sud ed il Mezzogiorno possono ribellarsi alle regioni del Nord? Ci sono ancora margini di manovra, politica, per evitare l’ulteriore distacco tra i territori? L’autonomia differenziata, come viene definita, sta per decollare nelle aule del Parlamento. Mentre, al Nord, l’attesa è però trepidante. Qui, alle nostre latitudini, è la preoccupazione ( della classe dirigente, finora) a dilagare.

Da qui l’incontro fortemente voluto dal consigliere regionale e leader di “Zona dem” Mimmo Bevacqua. Lo scorso 8 ottobre, il consigliere regionale, d’altronde, ci aveva già provato ad allarmare i colleghi consiglieri della Basilicata e della Puglia. Allora, in un’affollata convention, si decide di fare squadra, almeno su questo. E rivedersi a breve, la promessa. Ieri sera, dunque, nuovo appuntamento nella sala degli specchi della Provincia di Cosenza, per ribadire un “no” secco verso la decisione del Governo centrale. Da Cosenza, allora, l’alt convinto e la mobilitazione che potrebbe divenire tema centrale dell’agenda politica romana nelle prossime ore. “Sono davvero soddisfatto per la larga adesione all’iniziativa di tanti colleghi provenienti dalle altre Regioni, nonché delle positive attestazioni ricevute da coloro che non hanno partecipato per impegni istituzionali ed alcuni per il maltempo. Sono ancora più contento che la mobilitazione inizi proprio dalla Calabria e, in particolare, da Cosenza”, ha enfatizzato proprio Bevacqua nel saluto iniziale. In sala molti sindaci, tantissimi addetti ai lavori ed il presidente dell’ente, padrone di casa, Franco Iacucci che ha supportato Bevacqua e l’iniziativa.

La questione – per usare le parole di Bevacqua – è stata sinora poco frequentata dai mezzi di comunicazione: i cittadini meridionali ne sanno ancora poco mentre, invece, si tratta di materia che potrebbe impattare in maniera rovinosa sulle loro vite. “Di qui a un mese, Governo a trazione leghista e Regioni del nord potrebbero firmare un’intesa che rischia di mandare in pezzi l’unità nazionale, con il sostanziale svuotamento del fondo perequativo destinato alle Regioni del Sud”, questa la sintesi dei molteplici interventi. Si vuole “smascherare l’assurdità e l’egoismo delle proposte di Veneto e Lombardia e per dimostrare quali siano le vere priorità e gli strumenti idonei per diminuire i divari esistenti nel Paese”, invece l’obiettivo principe. Non una battaglia di partito ma di civiltà e di sopravvivenza: in gioco c’è il destino del Sud, per come hanno fatto emergere i relatori. Oltre ai saluti di Iacucci, per la cronaca, anch quelli del consigliere Francesco Gervasi. Poi spazio ai consiglieri regionali della Campania Francesco Emilio Borrelli, Giovanni Chianese e Alfonso Longobardi ed a quelli del Molise, i consiglieri Micaela Fanella e Vittorio Facciolla. Per la Calabria, il Presidente Nicola Irto e i colleghi Sebi Romeo e Carlo Guccione. Assenti ma giustificati ( avevano partecipato comunque al primo appuntamento) il consigliere Fabiano Amati dal consiglio regionale pugliese, il Presidente Vito Santalsiero e il consigliere Vito Giuzio per il Consiglio regionale della Basilicata.

La sfida è partita. Da Cosenza, appunto. Con Bevacqua e Zonadem protagonisti.