Gio 1 Dic 2022
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Regionalismo differenziato: dalla Calabria la “chiamata alle armi” con un coordinamento permanente

La proposta del leader di Zonadem Mimmo Bevacqua

Da Lamezia Terme si alza, forte, il grido d’allarme sul tema che principalmente, in queste ore, sta occupando l’agenda politica nazionale. Il regionalismo differenziato che, nell’ultimo Consiglio dei ministri, ha fatto litigare Lega e 5stelle.

Mimmo Bevacqua, consigliere regionale del Pd e leader di Zona dem, ha chiamato a raccolta colleghi consiglieri, sindaci, sindacati, forze sociali ed Anci per fare sintesi. Ed uscire allo scoperto, la Calabria da apripista, con tutte le regioni del Sud contro una “incostituzionalità vera e proprio che rischia di dividere, maggiormente, il nostro Paese”. Il riferimento di Bevacqua è alla volontà di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna di richiedere maggiore autonomia ( leggasi competenze amministrative e legislative) su una serie di materie indicate nell’articolo 117.

Da qui i dubbi sul cosiddetto fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante. “Semplicemente perché il cittadino di una Regione ricca avrebbe diritto a una sanità e a una istruzione più ricche; il cittadino di una Regione povera avrebbe diritto a una sanità e a una istruzione più povere?”, si è chiesto proprio Bevacqua tra i primi ad intuire e portare al tavolo delle istituzioni il problema politico.

Ed ecco perché, nella sala dell’hotel lametino, hanno inteso partecipare Massimo Covello e Umberto Calabrone, rispettivamente di Fiom e Cgil e Tonino Russo numero uno della Cisl. I sindacati sono pronti infatti a mobilitarsi, non solo in Calabria.

Il rischio, per intenderci, è che si possano creare due Italie.

“Senza mezzogiorno non c’è Paese, non è Italia”, non a caso è stato il leit-motiv dei protagonisti. Insieme a Bevacqua anche Mimmo Tallini, di Forza Italia, a testimonianza che, sul tema e sulla questione, non esistono, al momento, colori politici. E poi Pino Greco, segretario di Articolo1; Flora Sculco altra collega regionale e Seby Romeo, capogruppo del Pd a palazzo Campanella. Tutti uniti e pronti a rivendicare spazi, ognuno per le proprie competenze, verso una mobilitazione mai finora realmente partecipata. E se Franco Iacucci, presidente della provincia di Cosenza, ha voluto rimarcare il fatto che non si tratta solo di un problema economico e finanziario, tra sanità trasporti scuole e via discorrendo; per Gianluca Callipo, presidente Anci Calabria, tutti gli amministratori devono impegnarsi al raggiungimento di uno stop alla legge ed alle intenzioni di Lega e nordisti. Bello il paragone con la Germania dell’Ovest e quella dell’Est prima della riunificazione storica. Due velocità diverse, quelle. Eppure hanno saputo trovare un punto di equilibrio senza lasciare traccia delle differenze tra una parte e l’altra.

Così dovrebbe essere, per usare le parole del capo dello Stato Mattarella, anche la nostra Italia.

La domanda emersa è stata anche un’altra: si è ancora in tempo per svegliare ogni coscienza critica e dimostrare che la Calabria, per non parlare della Campania della Basilicata o della Puglia, è capace di proporre energie fresche e libere, tali da fare da apripista, appunto, per l’intero Mezzogiorno?

Bevacqua e tutti gli intervenuti, coordinati dal giornalista di Gazzetta del Sud Francesco Mannarino, ritengono di si. La proposta è stata quella di un coordinamento permanente che conduca, da subito, una battaglia di civiltà. “Non è solo una questione di risorse. È anche una questione di competenze. La cosa più sciocca che potremmo fare adesso, però, è pensare che sia tutto a posto, che i rischi della secessione mascherata siano svaniti, che le Regioni interessate rinuncino al progetto autonomista, che, soprattutto, la Lega rinunci a ciò che la sua base storica pretende da sempre. Noi non dobbiamo arretrare di un millimetro e, anzi, dobbiamo rilanciare: la nostra richiesta di azzerare il procedimento in corso rimane ferma. Il regionalismo va ripensato tutto e in maniera organica, non attraverso trattative segrete fra Governo e singole Regioni”, il monito del consigliere Mimmo Bevacqua.

La battaglia pare essere solo all’inizio.

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