Sab 28 Mag 2022
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Guccione sul Psc del Comune di Cosenza, ancora polemiche

“Per i dirigenti di Palazzo dei Bruzi la trasparenza e la correttezza amministrativa sono un optional?”

“Non risulta adottato il nuovo Documento Preliminare (adeguato e aggiornato) successivamente all’adesione al principio di “consumo suolo zero” e convocata in merito la Conferenza di Pianificazione per le specifiche verifiche”. A confermarlo è la Regione Calabria-Dipartimento Urbanistica e Beni culturali, in risposta all’interrogazione presentata dal consigliere regionale Carlo Guccione sul Piano strutturale comunale (Psc) della città di Cosenza.

“Altra osservazione alla procedura adottata riguarda alcune modifiche, integrazioni e adeguamenti al Psc e Reu, per come in atti alla deliberazione di G.M. n. 79 del 23/06/2017, operate sulla versione del Piano definitivo nelle more della sua adozione, dopo l’adesione al principio del “consumo di suolo zero” e non sul Documento Preliminare adottato nel lontano ottobre 2010 – specifica il dirigente generale della Regione-Dipartimento Urbanistica -, conformemente alla normativa urbanistica, così da consentire le nuove verifiche a cura della Conferenza di Pianificazione, prima di redigere la versione definitiva del Psc e Reu da adottare. Tale procedura ha, infatti, ingenerato concreti dubbi nel Dirigente competente del Comune, il quale ha rivolto specifica richiesta, con nota prot. n.88383 del 01/12/2017, al Settore di Cosenza dei LL.PP. di questa Regione circa la valutazione sulla correttezza della medesima”.

La missiva avente come oggetto “richiesta informazioni sulla trasmissione del PSC di Cosenza”, indirizzata alla Regione Calabria, da parte del dirigente dell’Ufficio del Piano, ing. Converso e del responsabile del procedimento, geom. Ambrogio Greco, comunicava l’intervenuta variazione di alcuni indici territoriali perequati e chiedeva anche alla luce delle problematiche sollevate dal consigliere comunale di Cosenza Carlo Guccione, di stabilire se l’operato degli Uffici incaricati fosse stato o meno legittimo con preciso riferimento alle modifiche apportate rispetto al parere geomorfologico del 2015.

A questo punto la Regione Calabria con nota prot. n. 394090 del 19/12/2017, evidenziava che la “variazione degli indici territoriali di perequazione e compensazione al Psc/Reu è da considerare “variante allo strumento urbanistico” in corso di approvazione. Qualsiasi variazione apportata al Psc/Reu invalida il precedente parere rilasciato da questo Settore, quale parere prodromico all’adozione dell’atto”.

«La Regione, come aveva già fatto in passato restituendo gli atti al Comune – afferma Carlo Guccione -, evidenzia le diverse anomalie del procedimento. In seguito alla delibera di adesione al principio “consumo di suolo zero”, il Comune avrebbe dovuto produrre un nuovo Documento preliminare del Psc o recepire lo stesso se già adottato, successivamente da sottoporre alla prevista Conferenza di pianificazione, per le opportune verifiche di competenze.  Ma l’amministrazione Occhiuto, nonostante le sollecitazioni, ad oggi non ha consegnato alcuna documentazione, né avviato l’iter corretto nel rispetto delle norme e della trasparenza amministrativa».

“Dall’esame degli atti e dalla contestuale normativa vigente al tempo – osserva il dirigente generale del Dipartimento Urbanistica della Regione in risposta all’interrogazione -, si evidenzia che in relazione all’adesione al principio del consumo di suolo zero e in riscontro alla trasmissione della relativa delibera del Consiglio comunale n. 27 del 24/10/2016, questo Settore, con nota prot. gen. N. 386002 del 23/12/2016, ha comunicato al Comune la carenza nella delibera consiliare delle direttive ai redattori e agli uffici comunali interessati volte al perseguimento del particolare obiettivo di legge, per come specificatamente previsto dal comma 2 dell’art. 27 quater della L.R. 19/02 e ss.mm.ii.. Nel merito si invitava il Comune “… a perfezionare la procedura avviata, entro i termini previsti dalla LUR, precisando che l’atto deliberativo e gli effetti giuridici della speciale procedura a cui si intende aderire avranno efficacia solo dopo gli adempimenti di legge previsti”. In riscontro a quanto da questo Settore Urbanistica regionale non si rileva alcun atto che attesti l’adempimento di legge. Pertanto, si evidenzia la carenza dell’adempimento relativo all’emanazione delle direttive di cui al comma 2 dell’art. 27 quater della LUR, sicuramente non assimilabili, per lo speciale obiettivo da perseguire, alle linee di indirizzo già approvate con la delibera di G.M. n. 98 del 26/04/2010, di diversa natura e con altri obiettivi”.

«Sono stati variati gli indici territoriali di perequazione e compensazione – sottolinea il consigliere Guccione – con lo spostamento di milioni di metri cubi da una zona all’altra della città, dalle periferie al centro di Cosenza, senza chiedere un nuovo parere geomorfologico alla Regione Calabria. Chi si è voluto favorire con questa modifica subdola? Il sindaco di Cosenza chi ha beneficiato? E oggi continua a far finta di nulla. Faccia i nomi. Anche i tecnici comunali, nonostante l’accertato vizio del procedimento di adozione del Psc, non hanno risposto alla Regione Calabria che ha chiesto di superare le anomalie e le criticità procedurali. La trasparenza è un optional a Palazzo dei Bruzi?».

Il Dipartimento Urbanistica della Regione Calabria, dopo aver ripercorso la procedura attuata dal Comune di Cosenza e fatto le dovute osservazioni, conclude di non aver ricevuto alcun documento in merito ai chiarimenti richiesti. Nello specifico il dirigente generale scrive:

“Al fine di superare le criticità procedurali emerse e sopra esposte, questo Settore Urbanistica regionale, nella funzione istituzionale “… di supporto tecnico di consulenza a Province e Comuni… attraverso l’attività di accompagnamento alla redazione dei Piani” prevista dall’art. 68 della L.R. 19/02 e ss.mm.ii., ha inviato nota prot. gen. SIAR n. 20/02/2018 circa la disponibilità a far perfezionare al Comune la procedura attuata nella formazione del Psc e Reu per ricondurla nell’alveo della conformità ai dettami dell’art. 27 della LUR.

A tutt’oggi la suddetta richiesta è rimasta senza riscontro e comunque, solo a seguito della trasmissione dei relativi chiarimenti e/o controdeduzioni, potrà essere svolta l’azione di verifica da parte dell’Ente Regione che comunque potrà e dovrà effettuare in occasione della trasmissione degli atti ai sensi dell’art. 9 e seguenti della LUR.

Resta inteso che è necessaria e indispensabile l’acquisizione della sopra indicata documentazione che dimostri la coerenza degli atti prodotti con il documento posto all’esame della Conferenza di Pianificazione e dei contributi pervenuti in occasione della stessa, in mancanza della quale dovrà essere ripercorsa la procedura amministrativa dettata dall’art. 27 della LUR”.