Cesare Loizzo, “insieme per salvare la città”

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L’appello del coordinatore Labdem Calabria

“I due recenti episodi verificatisi, anzi esplosi in maniera assordante, in seguito all’ultimo consiglio comunale rivelano per l’ennesima volta l’inconsistenza politica di questa Amministrazione, che mi auguro sia giunta davvero al capolinea per il bene della città.

Non voglio ripetere dettagli su cui altri si sono già concentrati. Ma è chiaro che il rinvio di una seduta finalizzato all’ottenimento di un anticipo di cassa, probabilmente da spendere in campagna elettorale, e la richiesta di aiuto alla Lega per puntellare una maggioranza ormai andata sono segnali chiarissimi di affanno.

E quest’affanno è l’esito finale di un vizio di origine di quest’esperienza amministrativa: l’assenza di una visione politica, da cui sono derivate l’incapacità di progettare e l’instabilità politica, che ha reso l’attuale amministrazione politicamente ricattabile a tutti i livelli”, questo l’incipit di Cesare Loizzo.

“I costi di questa situazione li ha pagati la città, che è arretrata nel contesto dell’area urbana e perde colpi in continuazione. Ancora una volta è inutile scendere nei dettagli: basta osservare senza neanche troppa attenzione le condizioni a cui sono ridotti gli spazi pubblici, verdi e non, per rendersi conto. O vogliamo parlare dello spopolamento, che inizia a farsi notare anche a Rende (mentre prima gli abitanti delle zone vicine e non solo facevano a gara per trasferirsi nella nostra città) e della desertificazione progressiva della zona industriale?

Siamo sicuri che sia tutto colpa della crisi? Credo proprio di no: lo scadimento progressivo della qualità dei servizi ha accentuato il declino del nostro tessuto urbano. E nello scadimento dei servizi sono sempre determinanti la volontà politica cattiva o insufficiente e l’incapacità amministrativa”, asserisce.

“Per fortuna esiste una maggioranza di cittadini, di sicuro molto più coesa di quella consiliare, che non ne può più e alla quale le forze politiche alternative a questa amministrazione devono rivolgersi.

È necessario costruire un fronte largo per contrastare il nulla che avanza e per evitare alla città il secondo tempo di un’Amministrazione debole, inconcludente e priva di orientamenti (parlare di progetti sarebbe davvero troppo).

Lo dobbiamo a Rende, lo dobbiamo ai cittadini e lo dobbiamo ai giovani che vivono la città come lavoratori o studenti.

Lo dobbiamo a noi, perché vivere a Rende torni ad essere motivo non solo di soddisfazione ma di orgoglio”, la chiosa.

 

 

 

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