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Il disappunto di Mario Bartucci, per Rcd

” Caro amico ti scrivo…………”
“per manifestare il mio disappunto e sconcerto per quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale. Per quanto avete permesso che succedesse nella casa dei rendesi. Nell’indifferenza del sindaco e del presidente del consiglio, si è permesso che soggetti estranei al consiglio e alla città, spalleggiati da alcuni consiglieri di maggioranza, turbassero il regolare svolgimento dei lavori e condizionassero pesantemente l’operato di un consigliere un po confuso e disorientato.
Una vergogna. Rende non merita tutto ciò. Lo spettacolo andato in scena mercoledì sera é l’emblema e lo specchio dell’attuale situazione politico-amministrativa che la nostra città sta vivendo. Una maggioranza ballerina e variabile più che alla Franchino, la definirei alla Franceschiello, ultimo e inglorioso re del regno di Napoli,  che ordinava ai suoi ormai pochi fedelissimi di ” fare a mmuina”, cioè “correre sotto e ncoppa”, per cercare di confondere le forze nemiche. Ma ormai è tardi. Siamo all’epilogo di una storia, una bella storia, che era iniziata con ben altri presupposti, ma che il Sindaco, su pressione di alcuni suoi ( cattivi)consiglieri ha inteso indirizzare per altre vie”, scrive Bartucci.
“Ha preferito rinunciare ad una forza politica con rcd, determinante per la sua vittoria elettorale ed espressione di ben 5 consiglieri che con impegno e lealtà gli sono stati vicini, per portare in maggioranza chi era stato dall’altra parte, candidandosi addirittura a sindaco contro di lui. Una aberrazione politica. Un vero e proprio tradimento della volontà popolare. E da lì che inizia la decadenza, costringendo di fatto il sindaco a ricercare sempre all’ultimo momento il 13* voto in consiglio. Non si sta governando la città,  si tira solo a campare”, il suo pensiero.
“Per quanto riguarda il mio ruolo in seno all’amministrazione provinciale,  stiano tranquilli quelli del laboratorio, non sono certo loro le persone più idonee a dare consigli, vista la figuraccia che hanno rimediato alle ultime elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale. Il mio impegno a favore della città di Rende non è  in discussione, l’ho dimostrato e continuerò a dimostrarlo con fatti concreti.
Così come dovete stare tranquilli sulle alleanze.  Queste si costruiscono adesso, in fase di campagna elettorale, su un programma ben preciso”, assicura.
“Le costituenti” che voi volevate realizzare ad inizio consiliature, diverse da quelle uscite dalle urne,  sono innaturali, un vero tradimento della città.
Ora è tempo di andare avanti, di pensare a Rende. A fare in modo che Rende torni ai rendersi. A quelli buoni però.
“Per Arintha” va in questa direzione.