Sab 28 Mag 2022
spot_img
HomeCronacaTruffa a Regione e Provincia, nei...

Truffa a Regione e Provincia, nei guai ex presidente di associazione anti-‘ndrangheta

217.704,59 euro, a questa somma ammonta il sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Reggio Calabria ed eseguito dagli uomini della Finanza nei confronti dell’ex Presidente di una Associazione Culturale anti-‘ndrangheta.

Il provvedimento giudiziario, richiesto dal Procuratore Aggiunto della Repubblica, dr. Gerardo Domonijanni, sotto il coordinamento del Procuratore Capo della Repubblica, dr. Giovanni Bombardieri, è giunto al termine di un’articolata indagine, in materia di contrasto alle frodi in materia di spesa pubblica, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria, volta a verificare la corretta erogazione di fondi regionali e provinciali a favore dell’“Associazione Culturale Antigone. L’attività investigativa – basata sull’esame della documentazione esibita durante le indagini e del carteggio ufficiale acquisito presso gli enti erogatori, nonché sull’esecuzione di mirati controlli incrociati nei confronti dei fornitori, di accertamenti bancari e di attività tecniche di intercettazione telefonica e telematica delle utenze e dei dispositivi in uso al Presidente pro tempore, Claudio Antonio La Camera, unite ad appostamenti e pedinamenti – ha consentito di rilevare un illecito profitto, derivante dalla percezione di contribuzioni pubbliche, quantificato, a conclusione delle  indagini preliminari, in circa 400.000 € su un totale complessivamente erogato di oltre € 800.000.

Il sistema di frode, finalizzato alla distrazione di fondi pubblici, è stato perpetrato tra il 2007 e il 2014 dall’allora Presidente dell’associazione mediante artifici e raggiri consistiti principalmente nella presentazione, al medesimo o a diversi enti erogatori, di documentazione mendace per ottenere la liquidazione dei contributi.

L’associazione avrebbe inoltre portato a rimborso fatture di importo sovrastimato per l’acquisto, in particolare dell’impianto di videosorveglianza del “Museo della ‘ndrangheta”.

Le Fiamme Gialle hanno infine scoperto come taluni documenti di spesa venivano più volte presentati, per la loro liquidazione. A Claudio Antonio La Camera, vengono contestati i reati aggravati di falso ideologico ex art. 479 C.P., truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche ex art. 640 bis C.P. e malversazione a danno dello Stato ex art. 316 bis C.P..