Gio 13 Mag 2021
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Il processo di riattivizzazione delle minoranze linguistiche

Per chi volesse, per qualche momento, abbandonare il “chiacchiericcio” banale del vivere quotidiano e guardare con più obiettività gli eventi politici, culturali e sociali, forse si chiederebbe cosa stia avvenendo nella comunità italo-albanese, che ha anche nella nostra città un antico e forte insediamento e che ha dato alla cultura un contributo, sul terreno giuridico e sociale, quanto mai importante.  Infatti da alcuni mesi una serie di iniziative sta caratterizzando la vita culturale di questa comunità, dall’arrivo a San Demetrio Corone dei due Presidenti della Repubblica italiana e albanese ad un convegno a Plataci  di commemorazione del Vescovo Stamati, tra i più importanti esempi di difesa della lingua italo albanese, organizzato dall’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo; da alcune iniziative dell’Istituto linguistico dell’Università della Calabria sulla pubblicazione di materiale inedito venuto fuori da varie ricerche da ad un convegno a Roma su iniziativa dell’Università di Cagliari in collaborazione con l’Associazione “Occhio blu”, presieduta dall’Ambasciatore Bova; da due importanti iniziative svolte a San Demetrio e Spezzano Albanese fino al recente convegno, sempre a San Demetrio Corone sul rapporto tra “questione meridionale” e  presenza degli arbërshë che hanno costituito l’ala repubblicana del Risorgimento in diretto contatto con Pisacane. L’On. Brunetti vuole sottolineare la riscoperta della storia vera di questa presenza in Italia, per non perdere la lingua e ridare identità alla comunità. Capifila di questo processo di riattivizzazione di questa minoranza sono l’Istituto Linguistico dell’Unical e la Fondazione Istituto Mezzogiorno Mediterraneo, presieduto dallo stesso On. Mario Brunetti, consigliere regionale prima e deputato poi, giornalista e scrittore meridionalista, a cui è attribuita la legge 482/99 sulle minoranze linguistiche e al qual abbiamo chiesto di darci qualche spiegazione su questo “risveglio”. Egli   ritiene che sia arrivato il momento di rovesciare il tavolo dell’amnesia che è scesa sulle minoranze, in primo luogo su quella albanese, nonostante grosse novità siano venute fuori dalla ricerca, come, ad esempio, l’origine italo-albanese di Gramsci, la cui famiglia proviene dalla comunità di Plataci.

L’On. Brunetti dichiara che: “L’urgenza di riattivare la comunità sta nel fatto che la rivoluzione tecnologica sta annullando le lingue minori e cancella pezzi di civiltà, bisogna resistere a questo processo di decadenza se gli arbëreshë non vogliono diventare una “riserva indiana”. La classe politica ed istituzionale sottovaluta questo problema tant’è che la ‘482 – di attuazione dell’art 6 Cost.- viene del tutto sabotata e non vengono applicati i due punti cardine della stessa: l’insegnamento della lingua madre nei comuni interessati e la previsione dell’inserimento della lingua nel Contratto di Programma tra Stato e Rai, che da 20 anni esclude la minoranza italo-albanese.  Questo ed altro sarà oggetto di dibattito in un prossimo Convegno sul ventennale della legge, per dare risposta alle istanze delle comunità interessate, tanto più che, se non si trovano risposte adeguate in difesa della identità minoritaria, si profila la necessità di una rappresentanza diretta alle competizioni elettorali ad ogni livello”.

Enrico Newton Battaglia