Dom 22 Mag 2022
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Galliano ritorna a Cosenza sul palcoscenico del Teatro Rendano

Si può spaziare dal barocco al classico attraversando la Musette e il tango argentino. Virtuosismi possibili e godibili quando a suonare è Richard Galliano, antidivo per eccellenza. Galliano ritorna a Cosenza, sul palcoscenico del Teatro Rendano.

Pubblico in devoto silenzio di fronte al suono appassionato della sua fisarmonica ieri sera, domenica 5 maggio, quarto appuntamento della Stagione Concertistica dell’Associazione “Maurizio Quintieri”. Un programma vasto, una cavalcata nella storia della musica da Bach a Vivaldi, passando per Mozart per raggiungere Granados, Piazzolla e lo stesso Galliano. Quindici brani di repertorio per un solista di eccezione che disegna un vero e proprio evento come dice con soddisfazione il direttore artistico della Stagione Lorenzo Parisi.

Una vita artistica “battezzata” dal maestro Piazzola quella di Richard Galliano, classe 1950, di origini italiane, figlio di un professore di fisarmonica. Piazzolla ne fa una sorta di continuatore del processo di modernizzazione della fisarmonica e del bandoneon incoraggiandolo a rendere contemporaneo un genere come il “Musette”, che altro non è se non l’incontro tra la tradizione popolare italiana e quella francese, uno scavare nelle radici di questa musica che sta al tango argentino e alla musica blues e folk americana. Nostalgia e integrazione fuse per elaborare un nuovo stile e suoni aderenti alle mutate condizioni di vita, conseguenze di emigrazione e sradicamento.

A dialogare con la fisarmonica ci sono gli Archi del Rendano, un ensemble rodato che sostiene con bravura un concerto impegnativo e lungo. La musica di Galliano, esuberante ed appassionata, melanconica e struggente, parla da sola con accenti diversi e con il tempo ternario che danza sulla bottoniera dello strumento.

Artista duttile, amabile. Ogni concerto di Galliano diventa un evento. Originali e versatili le sue composizioni come Tango pour Claude e La valse a Margaux che rivelano atmosfere parigine. Il Doppio Concerto per Violino e Oboe/Fisarmonica di Bach e L’Estate di Vivaldi mostrano sonorità inaspettate. Inevitabile l’omaggio al suo amico e mentore Astor Piazolla attraverso Otono Porteno e Primavera Ortena accanto a Libertango e ad Oblivion. Alla fine lunghi applausi da parte di un teatro gremito.

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