Appalti in Calabria, indagati il presidente Oliverio, il sindaco di Cosenza ed altre 18 persone

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Nuova inchiesta che coinvolge la politica calabrese. Al centro delle indagini, tre maxi-progetti del cosentino: la metro-leggera di Cosenza-Rende, il nuovo ospedale della città e il Museo di Alarico. Secondo le accuse, i primi due appalti sarebbero stati viziati da una serie di turbative d’asta, frodi nelle pubbliche forniture ed episodi di corruzione, anche grazie a “uomini di fiducia” che l’ex consigliere Adamo sarebbe riuscito a piazzare all’interno dell’amministrazione.

È questa l’ipotesi alla base della nuova inchiesta della procura di Catanzaro che travolge la politica calabrese e il governatore Mario Oliverio, accusato di associazione a delinquere. Insieme a lui, altri 19 avvisi di garanzia per questo ed altri reati, dalla turbativa d’asta alla corruzione, sono stati recapitati nelle ultime ore a tecnici e politici, fra cui Nicola Adamo, ex consigliere regionale e vice presidente della Giunta. Ma nei guai sono finiti anche noti esponenti del centrodestra calabrese, come il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, forzista candidato alla presidenza della Regione.

Il terzo appalto, il Museo di Alarico, sarebbe stato invece il “prezzo” pagato ad Occhiuto in cambio del proprio assenso al progetto per la metro-leggera, al quale da sindaco si era mostrato strenuamente contrario. Un lavoro – filtra dagli ambienti di procura – che sarebbe stato definito all’esito di una “gara d’appalto illegittima”. Ma uno dei capitoli dell’inchiesta riguarda anche le presunte manovre che avrebbero condizionato il primo mandato da sindaco di Occhiuto, naufragato in seguito alle dimissioni anticipate di numerosi consiglieri comunali.

È in questo filone che sono finiti sotto indagine Luca Morrone, figlio del consigliere regionale Ennio, e Luigi Incarnato, consigliere regionale del centrosinistra, che avrebbe “convinto” diversi esponenti del consiglio comunale alle dimissioni.Non è la prima volta che i nomi di Oliverio, Bruno e Adamo finiscono nelle carte di indagine relative ad appalti “addomesticati”.

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