Catanzaro: immobile confiscato convertito in centro di reinserimento soggetti svantaggiati

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IMMOBILE CONFISCATOOSPITERA’ CENTRO SERVIZI PER IL REINSERIMENTO
IMMOBILE CONFISCATO OSPITERA’ CENTRO SERVIZI PER IL REINSERIMENTO

Un immobile e un terreno confiscati di proprietà comunale saranno destinati alla pubblica fruizione per ospitare un centro servizi integrati per il reinserimento lavorativo e sociale dei giovani del circuito penale e dei soggetti a rischio devianza. Il progetto “Catanzaro Inclusiva: Progetto Ginestra”, redatto dal settore Patrimonio guidato da Ivan Cardamone e diretto da Andrea Ottaviano Adelchi, ha infatti incassato l’ok dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Pon “Legalità” e l’amministrazione comunale potrà beneficiare di un finanziamento di 600mila euro per le attività mirate al recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata. L’assessore al patrimonio, Ivan Cardamone, ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dal settore patrimonio e l’importante risultato raggiunto che è frutto di un lavoro sinergico tra istituzioni e Terzo settore: “Per la definizione del progetto, grazie al quale la proposta di Catanzaro è rientrata nella graduatoria ministeriale, è stato fondamentale il percorso di collaborazione portato avanti tra l’amministrazione e l’Istituto di pena minorile “Silvio Paternostro” e il suo direttore Francesco Pellegrino per promuovere una occasione concreta di formazione e inclusione sociale e sul territorio. Parte attiva e fondamentale del progetto è stata la Cooperativa sociale Zarapoti che coadiuverà l’iniziativa istituzionale puntando a coinvolgere le persone in difficoltà in un percorso alla riscoperta della coltivazione e lavorazione della ginestra e di piante tintorie e alla commercializzazione dei prodotti ottenuti. Il percorso di reinserimento dei soggetti svantaggiati si concluderà con la costituzione di un’impresa sociale, accompagnati anche in tale fase dalla Cooperativa Zarapoti. Non posso che ringraziare le realtà che si sono impegnate a dare vita a questa idea progettuale che contribuirà, da una parte, a favorire il recupero di beni confiscati e, dall’altra, a sostenere la formazione e il reinserimento di soggetti svantaggiati”.

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