Gio 17 Giu 2021
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Cronache dal Fronte. A Cosenza, parole e immagini di Amedeo Ricucci

Scritti trascinanti capaci di far rivivere le zone di conflitti mai domi. Parole che diventano immagini, in momenti eterni. Racconti di un reporter di guerra, testimone e custode, nonostante tutto, della speranza, nell’attesa di sogni nascenti. “Cronache dal Fronte. Parole e Immagini” (edito da Castelvecchi) è il volume di Amedeo Ricucci, giornalista Rai, inviato speciale del Tg1 per i principali conflitti e crisi internazionali, arrivato nella Libreria Mondadori della città dei Bruzi, per un dialogo appassionante insieme al giornalista Arcangelo Badolati, caposervizio della Gazzetta del Sud. Dopo l’introduzione di Silverio Curti, responsabile della Mondadori di Cosenza, i due cronisti di razza si sono avvicendati tra aneddoti e analisi, con profili non convenzionali e spunti di riflessione inediti, rispetto alle dinamiche del giornalismo di guerra.  Sempre partendo dal volume, sono state approfondite le vicende geopolitiche della storia passata e recente, sfatando i miti del senso comune, anche e soprattutto beneficiando dello strumento che qualsiasi giornalista dovrebbe utilizzare in qualsiasi contesto, quando è alla ricerca della verità: il dubbio. Numerosi e tutti significativi i racconti di Ricucci, come la sua prigionia dopo il rapimento da parte dei combattenti dell’Isis. Amedeo Ricucci, di gran carriera, narra le dinamiche più interessanti della professione giornalistica degli inviati e non trascura, nemmeno per un attimo, le trasformazioni dello spirito del tempo, anche e soprattutto nella comunicazione di guerra. Come anche rimarcato nella prefazione del volume a cura di Ennio Remondino, vengono raccontate storie, dal campo e sul momento, sia con parole sia per immagini: due linguaggi diversi, da mettere a confronto, per poterne evidenziare in controluce i rispettivi punti di forza e di debolezza. Storie di uomini, donne e bambini che di volta in volta Amedeo Ricucci racconta, evitando sempre “i divani degli hotel”. Storie di vita a Tripoli, storie di padri e di figli, di guerre atroci e di speranze di pace, di donne che chiedono aiuto.  Tra Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Turchia, Siria, Afghanistan e in molti altri luoghi. Reportage e inchieste, andate in onda ma anche  raccontate su carta. Due linguaggi apparentemente diversi che si riannodano sapientemente. Un esperimento nato nei laboratori didattici che Amedeo Ricucci ha curato nelle scuole di giornalismo e che si è trasformato in una sfida. Sfida assolutamente

riuscita.