Dom 12 Lug 2020
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Sanità calabrese depauperata, un’altra iattura per un comparto già in affanno

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di Fabiola Lacroce

Notizia allarmante: L’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica, istituito al Miur, ha formulato il parere di non accreditamento delle scuole di Cardiochirurgia, Ginecologia ed Ostetricia, Malattie dell’apparato digerente (Gastroenterologia), Malattie dell’apparato respiratorio, Medicina fisica e riabilitativa (Fisiatria) e Pediatria dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Ulteriore nocumento, questo, per un Ateneo che si distingue per l’efficienza e la competenza su scala nazionale, ma si ritrova ad essere nuovamente colpito quanto all’offerta formativa.
Nuovamente i nostri medici saranno costretti ad un esodo obbligatorio che da tempo non trova fine. Un’emorragia, questa, che continua a sanguinare. Sul punto, è intervenuto il presidente della regione, chiaramente allarmato per la vicenda in corso: “il parere dell’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica Specialistica di escludere dall’accreditamento ben sei scuole di specializzazione dell’ Università Magna Grecia di Catanzaro è gravissimo e inaccettabile.

Chiederò al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Marco Bussetti,
di sospendere ogni decisione e di approfondire prima di procedere.
Una decisione negativa, infatti, farebbe pagare ingiustamente ed a caro prezzo le conseguenze del blocco delle assunzioni del personale medico e paramedico nella sanità calabrese e nell’Università di Catanzaro. Problematica che abbiano posto più volte, anche in occasione della nostra audizione nella Commissione competente della Camera dei Deputati, sul decreto sanità in Calabria in data 9 maggio.

La carenza di personale sanitario ed i relativi vuoti di organico nelle strutture sanitarie, determinati dal blocco delle assunzioni e dalle gestioni commissariali, non possono essere pagati dai giovani professionisti calabresi ai quali viene persino negata l’opportunità di accedere alle specializzazioni con un danno evidente per le loro prospettive e per il futuro dei servizi sanitari calabresi. Non vorremmo dover leggere anche in questa scelta una ulteriore azione tesa alla marginalizzazione del sistema sanitario calabrese”. La situazione è ancor più grave se si considera che ad essere colpita da tale iniziativa è l’unica facolta’ di medicina e di chirurgia della regione Calabria.

L’augurio è che il governo nazionale prenda coscienza della situazione calabrese, che è territorio nazionale al pari di tutte le altre regioni di Italia e, come tale, non deve essere colpita in maniera esclusiva e programmatica. Al contrario, andrebbero potenziate le risorse al fine di garantirne il livellamento nazionale.