Mar 7 Feb 2023
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Manovra: Iva ridotta o sgravi con pagamenti tracciabili contro l’evasione (funzionerà?)

A cura dell’Avv. Luigi Salvatore Falco

 La lotta al denaro contante (più che all’evasione) continua.

A seguito delle dichiarazioni del Centro Studi di Confindustria favorevole alla “tassazione” dei prelievi bancomat arriva, ora, la stoccata del Governo.

In questi giorni si stanno valutando diverse opportunità.

–          La prima è una tassazione IVA differenziata: a chi paga in contanti viene applicata un’aliquota più elevata mentre chi paga con carta beneficerebbe di un’aliquota IVA ridotta;

–          La seconda consiste nel riconoscere deduzioni fiscali a chi paga determinati servizi con carta (es. idraulico, imbianchino, muratore ecc.).

La ragione di questo irrigidimento è sempre la stessa: la lotta all’evasione.

Ma sarà veramente così?

In questi ultimi giorni, diversi economisti e addetti ai lavori hanno affermato che trattasi di una manovra utile solo a creare disagi ai consumatori e ai piccoli commercianti ma, anche, a far arricchire le banche.

Le ragioni di queste, diverse, prese di posizione a sfavore della Manovra in corso d’opera sono fondate su tre diverse ragioni.

La prima vedrebbe un’Italia non ancora pronta, quasi impreparata, ad abbandonare il contante. Infatti, spesso capita (più spesso, ahimè, al Sud) che determinate attività siano sprovviste di POS funzionate e non necessariamente per loro negligenza; può capitare, e capita, che non vi sia “linea” a causa di lavori e/o disservizi e, in questi casi, non è giusto che il commerciante non possa vendere i propri prodotti (o che il consumatore non possa acquistare il bene a lui necessario!) per cause “esterne”.

La seconda ragione è rinvenibile in un gravoso peso posto a carico dei micro commercianti i quali dovrebbero versare agli istituti di credito commissioni su transazioni POS non altrimenti dovute con pagamenti in contante.

La terza, e ultima, ragione risiede nell’eccessivo favoritismo riconosciuto (ancora una volta!) alle banche; infatti, si parla di ridurre le transazioni ma non di eliminarle!

In definitiva, l’Italia si aspetta una manovra molto più semplice: eliminare gli sprechi e, per contro, ridurre significativamente l’eccessivo cuneo fiscale gravante sui contribuenti in modo che venga naturale, a tutti, pagare un equo tributo.