Il Procuratore Facciolla accusato di corruzione: trasferito di sede con compito diverso

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Accuse pesanti per il procuratore Eugenio Facciolla. Il procuratore capo della procura di Castrovillari è addirittura accusato di corruzione nell’esercizio delle sue funzioni.

Il verdetto del Consiglio Superiore della Magistratura non lascia spazio all’interpretazione.

Il giudice dovrà da subito lasciare il palazzo di Giustizia castrovillarese per spostarsi ad altra sede, con mansioni anche diverse.

Il magistrato Facciolla è stato trasferito a Potenza come giudice civile.

A richiedere il provvedimento il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a cui si era associata la Procura Generale della Cassazione.

Si chiude dunque il cerchio sul procedimento disciplinare, iniziato a luglio, che vede il giudice Facciolla coinvolto insieme ad altre quattro persone: il maresciallo dei carabinieri forestali Carmine Greco, 53 anni di Camigliatello Silano; un agente della polstrada di Cosenza, Vito Tignanelli, 50 anni, di Pietrafitta (Cs); la moglie di quest’ultimo, Marisa Aquino, 47 anni di Pietrafitta (titolare di una società, la Stm srl unipersonale, che si occupa del noleggio di apparecchiature per attività di intercettazione) e il carabiniere Alessandro Vincenzo Nota, 35 anni di Cosenza.

Le accuse per il Magistato Facciolla sono di aver affidato il noleggio di apparecchiature nell’ambito di attività di intercettazione alla Stm, società formalmente intestata a Marisa Aquino ma – secondo l’accusa – amministrata di fatto dal marito Vito Tignanelli, agente in servizio alla Polizia stradale di Cosenza con il quale il magistrato avrebbe intrattenuto “relazioni personali risalenti a circa venti anni addietro”.

Il magistrato Facciolla è accusato dunque di aver procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Stm e di aver “indebitamente” ricevuto una serie di utilità tra le quali “il servizio di videosorveglianza attivato nella primavera del 2017 dalla Stm srl su espressa indicazione – si legge nel capo di imputazione – … in assenza di contratto o di documentazione idonea ad attestare la fornitura con l’installazione di due videocamere che inquadravano il parcheggio antistante e l’ingresso della sua abitazione sita in Cosenza”.

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