Mer 29 Set 2021

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Pasta con grano finto italiano: coinvolti noti marchi

Il fenomeno del cosiddetto “italian sounding“, l’imitazione di prodotti che richiamano (per nome o caratteristiche) al “made in Italy” ma che di esso hanno poco o nulla, colpisce anche dentro i nostri confini.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso cinque procedimenti istruttori riguardanti informazioni fuorvianti circa l’origine del grano duro utilizzato nella produzione di pasta di semola di grano duro, diffusi attraverso le etichette e i siti aziendali di Divella S.p.a. (marchio Divella), F.lli De Cecco di Filippo – Fara San Martino S.p.a. (marchio De Cecco), Lidl Italia s.r.l. (marchi Italiamo e Combino), Margherita Distribuzione S.p.A (ex Auchan Spa, marchio Passioni), e Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco S.r.l. (marchio Cav Giuseppe Cocco).

Nello specifico si tratta di promozione e commercializzazione delle proprie linee di pasta di semola di grano duro mediante confezioni che rappresentano in maniera ingannevole le caratteristiche del prodotto, enfatizzandone sulla parte frontale l’italianità in assenza di adeguate e contestuali indicazioni sull’origine anche estera del grano duro impiegato. L’Autorità ha accolto e reso obbligatori gli impegni presentati da Auchan, Cocco, De Cecco e Divella. Nel dettaglio, gli impegni consistono in modifiche delle etichette e dei rispettivi siti così da garantire al consumatore una informazione completa, fin dal primo contatto, sull’origine (talvolta estera) del grano utilizzato nella produzione della pasta. Il nuovo set informativo permetterà così di evitare la possibile confusione tra provenienza della pasta e origine del grano.