Dom 25 Ott 2020
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Cosenza, dal 28 al 30 Settembre ritorna il “Laterale Film Festival”

di Federica Costabile

Settembre è il mese in cui tutti cercano di ritornare alle proprie attività abituali, la “ripartenza”, vocabolo ormai entrato nel nostro lessico quotidiano, ha riguardato un po’ ogni settore dalla scuola agli stadi. Più fatica hanno fatto e stanno facendo i settori dell’industria culturale quali teatro e cinema.

Nonostante le ovvie avversità, il “Laterale Film Festival” riesce anche quest’anno  – si tratta della quarta edizione – a portare in sala un cinema differente da quello a cui siamo abituati.

Appuntamento per il 28 Settembre dalle ore 20.30 presso il cinema San Nicola.

Fin dalla costruzione della locandina un invito allo spettatore a cambiare la sua visione delle cose, esattamente come un salto cambia d’improvviso la prospettiva. Provare a far sì che ognuno entri in sala scevro da aspettative e pregiudizi, perché il cinema nasconde un mondo a cui spesso nessuno di noi è abituato.

Ottocento film brevi pervenuti alla selezione del Festival da tutto il mondo, ne sono stati scelti ventiquattro che saranno divisi in tre serate (28/29/30 settembre).

Abbiamo incontrato Viviana Raciti, che fa parte del gruppo dei curatori del festival per farle qualche domanda.

Come è nato questo festival? Come avete fatto a portare questa idea a Cosenza che avrebbe potuto essere una città difficile per un festival così innovativo?

L’idea iniziale è nata da Mattia Biondi.  È nata dalla conoscenza di questo territorio difficile e il desiderio di portare un tipo di sguardo sul cinema che non fosse quello solito ma più attento a determinati linguaggi a determinati modelli produttivi che non fossero quelli mainstream. Il desiderio di portare questo cinema, che noi chiamiamo laterale, ha fatto sì che si concretizzasse questa esperienza.

Il nostro è un gruppo composto da video maker, studiosi e persone appassionate di cinema che amano vederlo e farlo. Ci sembrava giusto riempire un vuoto che quattro anni fa ancora c’era. Ora ce ne sono già di più, si inizia a vedere qualche rassegna più interessante e sarebbe bello iniziare a ragionare in rete. 

Non basta un discorso circoscritto a un determinato periodo dell’anno oppure a una determinata realtà. L’augurio è che si possa sempre di più aprire lo sguardo e che Cosenza possa diventare il nuovo centro della riflessione sul cinema sperimentale. 

Come si può coinvolgere un pubblico abituato al cinema trasmesso nelle sale?

Abbiamo tempo e risorse limitate. È vero che nel tempo il nostro pubblico si è ampliato ma il tempo rimane poco. 

Abbiamo iniziato con la possibilità di creare, all’interno delle serate del festival, dei momenti di incontro con gli artisti e con gli studiosi così da realizzare una dimensione di dialogo anche per poter esprimere dubbi e perplessità. Questo è un primo gradino di vicinanza. 

Un’altra attività che va in questa direzione e che abbiamo iniziato a partire dallo scorso anno, è stata quella del “Laterale on tour”: una sorta di rassegna delle rassegne portata fuori Cosenza per poter ampliare ulteriormente il dibattito per portare quella che era la proposta di Laterale a un altro pubblico e allargare in una dimensione anche geografica gli spettatori.

Abbiamo dovuto riadattare i piani per questa edizione. Quello che faremo non è il pensiero iniziale che avevamo avuto quando abbiamo aperto le selezioni ma siamo riusciti a mantenere fede al primo obiettivo che era quello di portare questo cinema in sala dal vivo e in questo momento storico non è stato scontato. Abbiamo anche avuto la fortuna di avere un partner come il cinema San Nicola che ci ha permesso di avere un luogo con le accortezze e le cautele nei confronti di tutti (a questo link si possono consultare le disposizioni anti-covid previste per tutta la durata della manifestazione https://www.lateralefilmfestival.com/disposizioni-anti-covid/ NDR ).

Raccontaci qualcosa di questa edizione che sta per partire.

Una cosa che ci teniamo a dire è che con sorpresa i nostri film arrivano da tutto il mondo. Negli anni troviamo sempre una vasta provenienza, è interessante, una volta selezionati i film che più rispecchiano la nostra idea di cinema laterale – senza nulla togliere agli altri – quello che emerge è che questi, in una certa misura, si parlano. Ci sono dei sottoli fili rossi che li possono mettere in connessione. Anche quest’anno abbiamo preferito dare dei titoli evocativi alle serate, ognuna è costruita seguendo un principio che può mettere insieme anche film molto diversi. Il 29 settembre presenteremo il corto Nimic di Yorgos Lanthimos (regista de “La favorita”, 2018 NDR) e ne siamo molto felici. È un regista che, nonostante l’alto valore dei suoi film, è stato molto spesso snobbato dalla critica e dalla distribuzione.

Un festival che dunque vuole scandagliare l’invisibile e che invita ad avventurarsi in terre ancora inesplorate, scoprendo che il cinema non è e non deve essere solo quello a noi conosciuto ma che può riuscire ad assumere diverse forme.