Mar 15 Giu 2021
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Randagismo e canili: poveri animali condannati al rimpallo di responsabilità

Da 8 mesi ormai ci stiamo relazionando con il Comune di Crotone, la ASP veterinaria e il mondo del volontariato locale e il quadro appare drammatico per i continui rimpalli di responsabilità tra Comune e ASP.

Di fronte a un’emergenza – parola nota alla Calabria quando assume il significato di status quo – che va avanti da anni, la gestione del randagismo continua ad essere, da un lato in mano ai canili, dall’altro ai volontari, dove i canili incassano soldi pubblici e i volontari esborsano i propri! In mezzo c’è chi dovrebbe occuparsi della materia: il Sindaco che ci è parso del tutto inesperto, e l’ASP favorevole ai canili che ospitano centinaia di cani e gatti randagi a cui realmente nessuno pensa nella più totale assenza di prevenzione. Infatti, nessuno ha in mente di avviare un percorso che porterebbe alla risoluzione del problema che è quello di avviare il censimento degli animali, di microchipparli e di applicare sanzioni
in caso di abbandono. Sono azioni che evidenzierebbero la situazione reale e consentirebbero di affrontarla con più efficacia.

L’attenzione è oggi puntata sulla realizzazione di un canile sanitario baricentrico, previsto da legge regionale, che 27 Comuni attendono da tempo. Invece, nella provincia Crotonese esistono ancora soltanto due canili: uno privato, a Torre Melissa, che ha un sanitario non in grado di garantire il servizio di sterilizzazioni necessario e urgente e che viene finanziato dal Comune con 450.000 euro l’anno; e un altro canile comunale a Martorana con box vuoti poiché i cani una volta sterilizzati nel sanitario privato non vengono portati nella struttura pubblica. È evidente che un sanitario non dovrebbe esistere in un canile privato con annesso rifugio per inevitabile conflitto di interessi poiché i cani, una volta sterilizzati, rimangono nel rifugio che ottiene grazie a loro interessanti finanziamenti comunali. Ci chiediamo perché!!!??? Quali sono le Associazioni convenzionate con il canile privato
previste per legge?

Il Movimento ha depositato al Sindaco di Crotone una proposta volta a contrastare il randagismo secondo un piano completo, che partendo dal censimento e dall’applicazione delle sanzioni da parte della Polizia Locale e ASP, in attesa dell’iter burocratico della realizzazione del canile sanitario baricentrico, riporti il canile sanitario dalla struttura privata a quella pubblica, nel rispetto del DCA n. 67/2018 e nel frattempo, provvisoriamente, utilizzi il canile sanitario di Torre Melissa (utilizzando anche i veterinari ASP che sappiamo essere disponibili) per sterilizzare i randagi e li conduca poi al canile di Martorana, dove i volontari devono occuparsi solo delle adozioni o reimissione sul territorio, considerando che ad oggi il Comune di Crotone è provvisto di apposita Ordinanza che ne permette la realizzazione. Una proposta fattibilissima!

Applicando un piano preciso e metodico, nell’arco di qualche anno il problema potrebbe essere risolto e mezzo milione di euro l’anno destinato ai cani nei canili sarebbero drasticamente abbattuti. Il Movimento, nell’attesa di risposte e ricordando che il responsabile degli animali vaganti per legge è il Sindaco, (ricordando che il randagismo deve essere gestito e risolto dal Comune e dalle ASP e non dal volontariato), inizierà a denunciare all’Autorità Giudiziaria ogni mancato intervento laddove richiesto
dal volontario o cittadino in caso di rinvenimento cani o gatti randagi.

Cos’altro possiamo fare di fronte all’indifferenza? Perché il Comune non investe nella prevenzione (il randagismo si combatte sul territorio e non nei canili) lo stesso denaro, consapevole di abbattere nel futuro prossimo i costi esorbitanti dei canili? Cosa impedisce la realizzazione di un ambulatorio sanitario presso la struttura comunale di Martorana?
Invitiamo infine i volontari abituati al “fai da te” (recupero randagio, cura e adozione) ad abbandonare l’emergenza e dedicarsi con noi alle cause del problema, o lo sforzo di tutti sarà vano!
Stop Animal Crimes Italia