Dom 1 Ago 2021
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Rossana Conte, la regina di quadri con la passione del Burraco

di Maria Brunella Stancato

Benvenuta nel “Salotto degli Over 60”, un Salotto virtuale dove i protagonisti sono i cittadini comuni con una marcia in più. Conosciamo la nostra protagonista Rossana Conte, nata nel Centro Storico di Rende (CS), trasferitasi con tutta la famiglia a Quattromiglia di Rende nel lontano 1968 quando era ancora una ragazzina.

Bella da adolescente, bellissima e meravigliosa da donna. Mamma di due figli, Enza e Luigi, che tutti noi chiamavamo Lulù. Il nostro Luigi è un angelo dal 16 gennaio 1996, egli ci accompagna nelle nostre giornate e non ci ha mai lasciato.

Mia dolce amica, cosa ricordi della tua giovinezza, come ci si divertiva negli anni ’70? Gli anni dei pantaloni con la zampa di elefante e la minigonna.

“Nei primi anni 70 frequentavo le scuole Medie, la mia famiglia si era trasferita a Quattromiglia di Rende, mio padre ha continuato a lavorare presso l’Esattoria la cui sede era nel Centro Storico di Rende. Il Borgo era vivo, abitato da tantissime famiglie, le botteghe e le attività commerciali erano tutte attive e fiorenti. Amavo troppo il Borgo ed adoravo stare con i miei compagni di allora, così ho continuato a frequentare le Scuole nel Centro Storico, facendo la pendolare al contrario, dalla Valle salivo al Borgo. Sai, ricordo nitidamente la maestra delle Scuole elementari, la maestra Quaranta mentre dei miei professori delle scuole medie ricordo in particolare il professore di musica, il grande e mai dimenticato professore Perugini che per Rende ed i Rendesi è stato una Istituzione: a lui sono legati tantissimi ricordi di recite e canti. Noi ragazzi amavamo tanto la musica Pop, era il periodo dei gruppi musicali, i Beatles i grandi del Rock. Casa mia era sempre piena di Musica e ragazzi. I miei fratelli adoravano la Musica, avevamo una raccolta di dischi e cassette musicali di tutti i generi. Si può dire che la musica è stata una grande compagna che mi guida anche adesso.

Ad un certo punto della tua vita ti sposi con Brunello Porco, che tutti noi chiamiamo effettuosamente zio Bruno, una persona sempre gioviale e disponibile, molto legato alla famiglia. Da questa unione che dura ancora adesso, nascono due figli meravigliosi. Purtroppo la vita vi ha fatto affrontare una grande sofferenza, non voglio farti rattristare, pertanto ti chiedo di parlaci della tua nipotina e di Enza tua figlia. 

La mia dolce nipotina Aurora è speciale. Tutto il bene che non ho potuto donare a mio figlio l’ho riversato su di lei. Lei rappresenta il baricentro. E’ la cosa più bella che posseggo, mi fa amare la vita, mi dà sostegno e aiuto ogni momento della giornata. Aurora ha nove anni va a scuola ed è una bambina dolce, forse un po’ troppo chiusa, innamorata del nonno. Ha con lui un feeling diretto. Enza, mia figlia, è la luce dei miei occhi, anche se ogni tanto mi fa andare in escandescenza. Siamo sempre in discussione, però quando è il momento di prendere delle decisioni le affrontiamo in sintonia e ci comprendiamo all’istante. Enza è una Super Mamma. Purtroppo, lei è stata segnata tantissimo dalla perdita del fratello. La tragedia di perdere un figlio, vederselo portare via da una brutta malattia ci ha segnato e da allora non riesco a far andare via la paura. Purtroppo mi accompagna sempre e questo ha condizionato il rapporto con mia figlia che adoro.

So che hai delle passioni: la cucina, la cura delle piante grasse ed un’altra ancora più forte.

“Mi è sempre piaciuto cucinare e sperimentare nuove ricette, anzi da quando ho scoperto i social mi diverto a cucinare, ad inventare ricette nuove a rivisitare piatti antichi ricercando ingredienti salutari, sani e biologici. Pronto il piatto, scatto foto e scrivo il procedimento di cottura, postando foto e ricetta sui Social. Ho tante sostenitrici che mi seguono, che si cimentano nel replicare le mie ricette. Le piante grasse, una passione irrefrenabile. Sono capace di fare qualsiasi cosa pur di trovarne di belle e rare.  Ricordo che durante un viaggio di ritorno dalla Sicilia ho trovato una pianta grassa, enorme, grandissima, talmente grande che ho dovuto trasportarla tenendola in braccio per tutto il viaggio. Ora è in bella mostra nel mio giardino a fare la regina.

Adesso però mi devi svelare un segreto. Ma quando ti è venuta la voglia di imparare a giocare a Burraco. Ero in vacanza al mare precisamente a Guardia Piemontese, era l’ultimo anno del Millennio, parliamo del 1999, avevamo preso casa per poter fare le cure termali, solitamente la sera dopo aver messo a letto mia figlia mi concedevo un po’ di relax e di riposo, mentre la mia vicina giocava a Burraco tutte le sere e puntualmente mi invitava da lei, non conoscevo il gioco comunque conoscevo le carte francesi, (con i miei amici amavamo giocare a Scala 40). Una sera, talmente ha insistito, che per non essere scortese, metto a dormire mia figlia e vado da lei, da quella sera è nato un amore tra me ed il Burraco.

E’ scientificamente provato che il gioco delle carte aiuta a mantenere la Memoria attiva ed in Salute. Ti chiedo di spiegarci il gioco, e se vuoi dicci cosa vi spinge a trascorrere pomeriggi interi seduti al tavolo sfidandovi in tornei.

Cerco di spiegarvi il gioco, si può giocare in 3 in 4 od anche in 5 persone, dipende da come vuoi giocare. Solitamente si predilige il gioco in 4 partecipanti, che formano due coppie, si distribuiscono 11 carte a giocatore e si mettono sul tavolo due mazzi sempre di 11 carte che rappresentano il pozzo. Si inizia a giocare e si devono accoppiare le carte sotto forma di Tris cercando di fare Burraco formando una scala di 7 carte (Burraco), comunque non appena finisci le carte che hai in mano puoi prendere uno dei due Pozzetti e cercare di fare Burraco. Il gioco finisce quando uno dei giocatori non ha più carte in mano. Giocare a Burraco è un modo per potersi incontrare e condividere momenti gioviali anche dopo aver giocato, solitamente quando si organizza un torneo ci si prepara anche per trascorrere momenti di convivialità e degustazioni, che fanno sviluppare amicizie e creare nuovi contesti di conoscenze. Partecipare ai tornei significa poter viaggiare, conoscere nuovi luoghi e nuovi panorami, molte volte partecipare a Tornei ti porta fuori regione ed è bellissimo poter viaggiare e conoscere nuova gente.

Ad un certo punto scoppia la Pandemia, i Circoli sono rimasti chiusi, anzi fino al primo luglio  saranno ancora  chiusi. Come sei riuscita a conciliare il distanziamento con il desiderio di incontrare le amiche e potersi farsi una partitina a Burraco.

Scoppiata la Pandemia, non ci siamo più incontrati. Le attività di Circolo si sono fermate, il distanziamento sociale ci ha relegato in casa. In un primo momento proprio per cercare di occupare il tempo ho iniziato a giocare da sola contro il computer, poi ho visto che c’era la possibilità di gioco su alcune App ed ho iniziato a cercare i miei amici e quindi giocavamo in coppia sempre tra persone che ci conoscevamo, a dire la verità avevo un po’ di timore non conoscendo l’avversario, ma quando mi sono resa conto che d’altra parte c’erano persone a me care e conosciute mi sono rilassata ed ho trovato molto interesse a giocare Online, comunque sempre su siti gratuiti dove c’erano in palio solo palline o premi virtuali.

Ci avviamo alla conclusione della nostra piacevole chiacchierata. Nei primi mesi del 2021, hai incominciato a guardare con un occhio diverso i mobili di casa tua, ti avevano “Stancato”, non ti piacevano più? Ti scopri Restauratrice di Mobili.

Posso affermare che la causa è stato il Covid 19. Mi sono ritrovata chiusa in casa, quasi sempre da sola. Come ben sai, vivo fuori città e mio marito è sempre fuori per vari motivi. Dapprima mi sono dedicata alle pulizie, alla cucina, al Burraco, ma dopo tanti mesi tutto questo non mi bastava più. Un giorno guardando il colore dei mobili mi sono accorta che non mi piacevano più, così da autodidatta ho seguito dei tutorial su you tube, ho acquistato i prodotti su Internet. Quando ho ricevuto il materiale ho iniziato il lavoro di restauro. Il cuore mi batteva a mille ma dovevo riuscire. Preparo il mobile (ho scelto un lato poco visibile) faccio la prima mano di colore, il giorno dopo mi rendo conto che ero stata brava, ed allora ho iniziato a cambiare il colore dei mobili di quasi tutta la casa. Da color ciliegio i mobili di casa mia sono diventati bianchi. Finiti tutti i mobili, mi ero avvilita. Ed ora??? Mi sono chiesta, che faccio??? Beh! Meno male che la Pandemia ha allentato la sua morsa e possiamo uscire di casa con più tranquillità, meno male che la campagna vaccinale ha fatto effetto, meno male che i contagi sono diminuiti, altrimenti non so chi o cosa sarebbe capitato sotto i miei pennelli, non so i mobili di chi sarebbero diventati i miei nuovi obiettivi. Anche il mio cane mi guardava con sospetto. Ogni volta che mi vedeva con il pennello in mano si andava a nascondere. Spero tanto che a brevissimo possiamo riprendere a vivere e a poter ritornare alle attività che più ci piacciono. Il Circolo del Burraco di cui sono componente è alla ricerca di un nuovo locale dove poterci ritrovare e riprendere i Tornei di Circolo. Ci piacerebbe organizzare un Torneo in Piazza, per ricominciare a vivere. Sei stata brava a non chiedermi di Luigi, ma credimi, riesco a parlare di lui con tranquillità e serenità. Sono passati tantissimi anni da quando Luigi è diventato un Angelo, il suo ricordo è vivo più che mai, il mio primo pensiero del mattino e l’ultimo della sera sono per lui. Ringrazio Dio di non avermi fatto diventare arida e cattiva. Perdere un figlio è una sofferenza insopportabile, solo la fede e la preghiera riesce a darti la forza di superare un dramma così inaccettabile. Credo nell’aldilà. Sono certa che rincontrerò mio figlio e questo mi fa vivere serena. Ringrazio sempre Dio per avermi dato la possibilità di continuare a vivere, di superare la disperazione, di restare a fianco mia figlia Enza, mio marito Bruno e di avere avuto il mio Regalo più grande Aurora.