Mer 4 Ago 2021
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Non tutti sanno che, c’è un pezzo di Calabria nell’alta moda sartoriale

L’alta moda sartoriale è un importante segmento del “Made in Italy” apprezzato in tutto il mondo. Moltissimi esponenti di questo affascinante mondo di eleganza e di classe sono partiti dalla Calabria.

Una realtà, quella dell’arte sartoriale, riccamente documentata nelle 224 pagine del volume “Sebastiano Di Rienzo, maestro del fashion internazionale” (De Luca editori d’arte) attraverso cui il giornalista Giampiero Castellotti rende omaggio ad uno dei principali creatori di abiti femminili che hanno vestito dive immortali come Silvana Pampanini, Virna Lisi, Sofia Loren, le gemelle Kessler e Brit Ekland, moglie di Peter Sellers. Ma anche, tra le tante, Pupella Maggio, Maria Grazia Cucinotta, Anna Valle e Sabrina Ferilli.

 

Di Rienzo, che ha iniziato come tagliatore da Valentino, per anni è stato presidente della prestigiosa Accademia nazionale dei sartori, che ha visto ai vertici numerosi calabresi. Dal 1976 al 1991 presidente è stato Gregorio Luzzi di Acquaro (Catanzaro), classe 1921, citato nel libro. Trasferitosi a Roma a 18 anni, ha aperto la prima sartoria aperta nel 1945 in via Crescenzio. Dopo un passaggio in via Pietro della Valle e in via Lombardia, alla fine degli anni Sessanta è approdato in corso d’Italia 11. Scomparso nel 2001, a lui è dedicato uno dei più importanti concorsi di sartoria maschile.

 

Calabrese anche l’attuale presidente, Gaetano Aloisio, nato a Rocca di Neto (Crotone) nel 1963, atelier in via Porta Pinciana a Roma, vincitore delle Forbici d’oro nel 1986 e Cavaliere Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2011, oggi considerato uno dei principali alfieri del nostro migliore artigianato, conosciuto in particolare in Giappone. Vicepresidente dell’Accademia è Daniele Piscioneri di Roccella Jonica (Reggio Calabria), general manager di Ilario Alta Moda. Tanti i Maestri sarti calabresi citati nel libro. Tra questi Antonio Cristiani di Maida (Catanzaro), uno dei miti della moda a Parigi. A soli quattordici anni, in occasione della visita del Re Vittorio Emanuele III a Maida dopo il terremoto del 1908, ebbe l’ardire di spedire per posta al sovrano un suo “tracciato di taglio” con il disegno di un vestito e i carabinieri avvisarono il padre del ragazzo. Ancora adolescente s’imbarcò come clandestino su una nave diretta a Marsiglia per poi raggiungere Parigi. Perfezionandosi presso le più note sartorie parigine, è diventato un punto di riferimento della moda internazionale, tanto da essere insignito della Legion d’onore. Tra i clienti: Ingrid Bergman, Gary Cooper, Fernandel, Silvana Mangano, Marcello Mastroianni e Gregory Peck, oltre a sovrani e politici di tutto il mondo. Fortissimo il legame con la Calabria: ha sposato una corregionale, Adelina Savo, a Bovalino. Tre i figli: Francis, Christian e Maria Roma. Altro nome citato nel libro di Castellotti è quello di Francesco Smalto di Reggio Calabria, classe 1927 (è scomparso nel 2015), trasferitosi in Francia, il quale ha vestito Aznavour, Belmondo, Connery, Depardieu, Hassan II del Marocco, Kennedy, Mitterrand e la nazionale di calcio francese. “Il mito italiano è nato grazie al lavoro degli artigiani. E noi sarti, veri artigiani, rimaniamo i ‘sacri guardiani della linea, della sfumatura e del buon gusto’. La moda non è solo manualità e tecnica, è soprattutto testa. Anche perché esercitando questo mestiere c’è la necessità di relazionarsi costantemente a livello mondiale per monitorare le tendenze”. Parola di Sebastiano Di Rienzo, oltre sessant’anni di mestiere ai più alti livelli