Sab 4 Dic 2021
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Rigettato l’arresto di Pasquale Motta, accolta la tesi della difesa

«Ormai quasi 7 mesi fa, sono stato coinvolto in una inchiesta della Procura di Catanzaro denominata “Alibante”. L’accusa surreale: concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura aveva anche chiesto l’arresto. Tutto ruota intorno a delle conversazioni telefoniche in vista delle elezioni comunali del mio paese. Si parlava di politica. Con incensurati. Altri politici insomma. Niente di più. Il Gip della distrettuale, relativamente alla mia posizione, aveva respinto la richiesta della misura, motivandola con l’assoluta infondatezza del quadro indiziario. Ciò, non è bastato a non finire sulla graticola mediatico giudiziaria, con particolare accanimento su alcune testate. In coerenza con la mia storia e con le battaglie giornalistiche e politiche che hanno caratterizzato la mia vita professionale e sociale, mi sono immediatamente dimesso da direttore delle testate giornalistiche del gruppo LaC e Lacnews24 dopo aver appreso del mio coinvolgimento. La Procura, nel frattempo, aveva ritenuto di ricorrere al pronunciamento del Giudice delle indagini preliminari, insistendo di fatto sul mio arresto. Il Tribunale del riesame aveva fissato l’udienza di merito per giorno 19 ottobre. Nell’udienza sono stato difeso dall’avvocato Vincenzo Belvedere del foro di Cosenza, il quale ha confutato il teorema dell’accusa. Oggi la pronuncia che respinge in toto la richiesta della Procura di Catanzaro, accogliendo le tesi della difesa. Da oltre sei mesi attendo con rispetto e con fiducia che la Magistratura faccia il suo corso. Due Giudici in fase preliminare si sono pronunciati in maniera abbastanza chiara, confermando l’insussistenza del quadro indiziario a mio carico. Apprendo con sollievo del pronunciamento del Riesame e ribadisco quello che ho sostenuto fin dall’inizio di questo incubo: sono totalmente estraneo ai fatti che mi sono stati contestati. Dal tre maggio 2021 la mia vita è sostanzialmente sospesa. Vivo in una dimensione surreale. La decisione del collegio mi consente di tirare un sospiro di sollievo e, tuttavia, attendo la conclusione delle indagini per potermi difendere nel merito, con animo sereno. E poter archiviare questa vicenda. Sicuro della mia innocenza. Sicuro della mia storia politica, professionale e umana, sempre al servizio della verità e della legalità.»
Pasquale Motta