Mar 30 Nov 2021
spot_img
HomeEconomiaEconomia e LavoroDue calabresi al progetto Hand in...

Due calabresi al progetto Hand in Hand per conto di Fendi

Altri due calabresi eccellenti che si sono fatti onore in tutto il mondo facendo conoscere ed apprezzare le maestrie della nostra regione in tutto il resto Paese.

Stiamo parlando di Pasquale Filippelli, fondatore e presidente del “Centro studi e ricerche tessili” e dell’imprenditore Vincenzo Bossio.

Pasquale Filippelli originario di Bocchigliero, ma residente a Mirto Crosia da circa 40 anni, è un noto esperto tessile e studioso di coloranti e fibre naturali ecosostenibili, già chiamato a Roma dalla prestigiosa casa di moda Fendi per una consulenza riguardante le caratteristiche e la storia di alcune antiche fibre tessili che ancora oggi si producono in Calabria.

Vincenzo Bossio, è un lungimirante imprenditore fondatore della Fabbrica Tessile Bossio che nasce a Bocchigliero nel 1966, per poi trasferirsi nell’attuale sede di Calopezzati sul finire degli anni ’70. Le fondamenta della sua impresa poggiano sulle solide basi di una tradizione familiare tramandata di generazione in generazione, all’interno di un contesto territoriale in cui l’artigianato tessile ha sempre permeato la vita collettiva dei nostri paesi.

Proprio nei giorni scorsi, il 27 ottobre, i due calabresi hanno ottenuto l’ennesima soddisfazione di carattere professionale, rappresentando la Calabria e i suoi artigiani nell’ambito del progetto denominato Hand in Hand per conto del marchio leader italiano Fendi. 

A Roma 5 giorni sospesi tra sogno e realtà per la Fabbrica Tessile Bossio. La Maison italiana ha invitato 20 atelier, a rappresentanza di 20 regioni, a reinterpretare la sua borsa icona Baguette, creata nel 1997 da Silvia Venturini Fendi. Un progetto inedito che la stilista desidera ampliare sul piano internazionale per omaggiare i migliori artigiani di tutto il mondo. La Fabbrica Tessile Bossio, oggi guidata da Vincenzo Bossio, è stata chiamata per rappresentare l’artigianato calabrese con il tessuto di ginestra progettato dal maestro Pasquale Filippelli.

Il sapiente lavoro fatto dalle mani esperte dei maestri tessitori ha portato alla creazione di un prodotto che riproduce motivi della tradizione locale, con tinture a base vegetale, ma soprattutto mostra tutta la bravura nel tessere la fibra di ginestra. Una antica tradizione ricordata solo dai vecchi maestri, una tecnica che oggi grazie a questo progetto ritrova dignità. Ed è grazie proprio agli artigiani e alla loro volontà di perpetrare quanto appreso in anni di lavoro che tali tecniche non vengono dimenticate, ma anzi tramandate.  Di recente la Fabbrica tessile Bossio sta affrontando una nuova sfida ovvero di riportare alla luce tecniche produttive degli anni 70 utilizzando macchinari antichi che permettono, però, la realizzazione di speciali tipi di tessuti (cimosati) molto ricercati da una clientela raffinata. Un concetto di produzione lenta ma artigianale, l’utilizzo di telai a navetta necessità di veri tessitori che sentono al tatto le differenze di battitura.

La mostra allestita all’interno del Palazzo della Civiltà Italiana, si potrà visitare su prenotazione fino al 28 novembre.