Mar 25 Gen 2022
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Il Pronto soccorso, la battaglia dei cardiologi e la Mastrobuono

Continua il “nostro” reportage dal Pronto soccorso di Cosenza. Domattina intanto pare sia confermata la conferenza stampa della commissaria Mastrobuono ma, nel frattempo, cardiologi e personale tutto è più che allarmato.

“Negli ultimi giorni, frenetici per la direzione strategica, commissario straordinario, direttore sanitario e vari direttori di dipartimento, con l’acqua alla gola, dopo il clamoroso clamore mediatico scaturito da una lettera di protesa dei medici della Cardiologia, resa pubblica dalle organizzazioni sindacali di categoria in commissione sanità del comune di Cosenza, messi con le spalle al muro, per paura di eventuali ripercussioni legali, hanno revocato immediatamente gli ordini di servizio ai cardiologi. Ma il problema personale Pronto Soccorso deve essere in qualche modo risolto entro la fine di gennaio. Allora cosa inventano i cervellotici vertici dell’azienda ospedaliera? Forti del loro potere, concesso dal loro ruolo istituzionale e quindi di decidere impunemente il bene o il male di un dipendente (come se fossero delle semplici pedine da spostare all’occorrenza) e di un centro HUB, emanano una delibera aziendale (facilmente consultabile sul sito dell’azienda ospedaliera di Cosenza), con la complicità dei direttori di dipartimento, nella quale viene specificato un riordino del Pronto Soccorso che prevede due postazione specialistiche nel turno di mattina e nel turno pomeridiano, uno cardiologico ed uno neurologico.

Il tutto senza assunzione di nuovi specialisti o di nuovi medici dedicati al Pronto Soccorso, ma semplicemente prelevando gli specialisti della cardiologia e della neurologia, anch’essi in carenza di organico. L’utilizzo di due specialisti in Pronto Soccorso che verranno comunque obbligati a prestare servizio nel Pronto Soccorso a discapito dei loro reparti di appartenenza porterà al taglio di alcune attività, e di conseguenza ad una offerta di sanità per malati critici sempre più povera e al di sotto degli standard nazionali. Questa machiavellica manovra permetterà ai vertici aziendali di uscire da una situazione difficile e di grande imbarazzo, soprattutto di fronte al Prefetto che gli ha intimato di ripristinare in tempi brevi un numero adeguato di medici per PS.

Trincerati dietro questa delibera, che aggira gli ordini di servizio che potevano essere per come inizialmente formulati oggetto di contestazione legale hanno di fatto imposto agli specialisti il lavoro in Pronto Soccorso e il gioco è fatto. Facile no? In tal modo i vertici aziendali hanno risolto il problema. Un giorno sposto di qua e un giorno sposto di là. Solo che questo gioco può essere potenzialmente pericoloso poiché questa migrazione di personale medico da un posto all’altro al solo scopo di offuscare la vista al prefetto necessariamente creerà dei disservizi o addirittura danni enormi alla salute dei cittadini.

Di certo un gran numero di medici di PS nel corso di questi anni ha ottenuto dai vertici aziendali, il nulla osta per essere trasferito in altri reparti ed anche questo è facilmente documentabile. I motivi non si conoscono (problemi di salute, incompatibilità con l’ambiente del Pronto Soccorso? Non è dato sapere), ma sarebbe interessante conoscere come mai proprio alcuni di questi medici proprio ora sono improvvisamente idonei a svolgere turni aggiuntivi a pagamento in pronto soccorso. Ed è notizia di questi ultimi giorni, in piena crisi che un altro medico di PS, ha ottenuto il trasferimento in un altro reparto, ma continua a svolgere turni aggiuntivi in PS a pagamento. Sarebbe ora di indagare e stabilire le responsabilità di questo sfacelo.

Ma tutti questi turni aggiuntivi non sono alla fine un danno per l’Azienda? Si spende denaro pubblico senza ottenere alcun risultato. Alla fine della giostra, sapete come andrà a finire? Terminato il loro incarico, questi commissari piovuti dall’alto per nostra disgrazia, dimostreranno che il bilancio e in pari o addirittura in positivo e prenderanno persino il premio di produttività. Panizzoli docet. Chi pagherà tutto questo? Sempre e solo il cittadino, che continuerà ad avere la peggiore sanità pubblica, forse peggiore della sanità offerta dai paesi del terzo mondo.