Ven 2 Dic 2022
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Giorgia Meloni: la “donna dei primati”

Certamente è la prima premier donna della storia politica italiana, ma leggendo l’excursus sulla vita di Giorgia Meloni si può affermare con assoluta certezza che la storia della sua ascesa politica è notabile.

Il trionfo alle elezioni del 25 settembre 2022 è, in ordine di tempo, solo l’ultimo traguardo raggiunto dalla politica italiana.

Nel 1992, a soli 15 anni, aderisce al Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del partito Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale. Fonda il coordinamento Gli Antenati, che partecipava alla contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione promossa dal ministro Rosa Russo Iervolino. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale.

Nel 1998, dopo aver vinto le primarie di Alleanza Nazionale per l’XI Municipio di Roma, viene eletta consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002.

Nel 2000 diviene dirigente nazionale di Azione Giovani e nel febbraio 2001 diventa la coordinatrice del comitato nazionale di reggenza di Azione Giovani. Nel 2004 viene eletta presidente di Azione Giovani durante il congresso nazionale di Viterbo, a capo della lista “Figli d’Italia”, diventando la prima presidente donna di un’organizzazione giovanile di destra.

Nel 2006, a 29 anni, viene eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1, divenendo la più giovane parlamentare della XV Legislatura. Dal 2006 al 2008 è una dei vicepresidenti della Camera dei deputati.

Nel 2008, poco dopo l’insediamento della XVI Legislatura è nominata Ministro per la gioventù del Governo Berlusconi IV (la più giovane della storia dell’Italia repubblicana e la seconda più giovane della storia dell’Italia unita) mantenendo la presidenza di Azione Giovani.

Nell’agosto 2009 Meloni diviene presidente del movimento politico giovanile del Popolo della Libertà, denominato Giovane Italia.

Nel novembre 2010 presenta, per conto del ministero, un pacchetto da 300 milioni di euro chiamato Diritto al Futuro, finalizzato a investire sui giovani e contenente nel complesso cinque iniziative, tra cui agevolazioni per i neo-imprenditori, bonus a favore dei precari e prestiti per gli studenti meritevoli.

Il 15 giugno 2012 rassegna le dimissioni dalla presidenza della Giovane Italia, nominando al suo posto Marco Perissa e nel novembre dello stesso anno annuncia la propria candidatura alle primarie del Popolo della Libertà.

A seguito della rinuncia di Berlusconi a disputare le primarie, il 20 dicembre 2012 lascia il PdL e fonda, assieme a Guido Crosetto, Ignazio La Russa e altri provenienti da AN, PdL e MSI, il nuovo movimento politico di destra Fratelli d’Italia, del quale tuttavia conferma l’alleanza di coalizione con il partito di Berlusconi. Eletta alla camera dei deputati nel febbraio 2013, diventa capogruppo alla Camera.

L’8 marzo 2014 diviene presidente di Fratelli d’Italia e in aprile viene candidata alle elezioni europee del 2014 come capolista di Fratelli d’Italia in tutte le 5 Circoscrizioni, ma il suo partito ottiene solo il 3,7% dei voti, non superando la soglia di sbarramento del 4%, quindi anche lei, nonostante le 348 700 preferenze avute, non diventa europarlamentare.

Il 17 giugno 2014 lascia l’incarico di capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati a favore di Fabio Rampelli.

Da presidente di FdI decide l’alleanza con l’altro grande partito di centro-destra italiano del momento, la Lega Nord di Matteo Salvini, e inizia con lui diverse campagne politiche contro il governo Renzi.

Il 15 marzo 2016, dopo un iniziale sostegno alla candidatura di Guido Bertolaso, viene candidata dal centro-destra a sindaco di Roma, con il sostegno di una coalizione composta da Fratelli d’Italia, Noi con Salvini (emanazione leghista nel centro e sud Italia), Partito Liberale Italiano e due liste civiche: Con Giorgia Meloni Sindaco e Federazione Popolare per la Libertà (costituita da Mario Mauro e Giuseppe Cossiga). Al primo turno ottiene il 20,7% dei consensi (di cui il 12,27% proveniente da FdI), piazzandosi terza dietro a Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle e Roberto Giachetti del centro-sinistra e non riuscendo ad accedere al ballottaggio. Meloni accede comunque al consiglio comunale, dove si iscrive al gruppo consiliare “Con Giorgia“.

Il 2 e 3 dicembre 2017 a Trieste si tiene il congresso di Fratelli d’Italia, che vede la riconferma di Meloni a presidente del partito, oltre ad un rinnovo del logo di partito e all’adesione a FdI da parte di Daniela Santanchè.

In occasione delle elezioni politiche del 2018, rieletta deputata con il centro-destra nel collegio uninominale di Latina, è stata candidata premier per Fratelli d’Italia, all’interno della coalizione di centro-destra, portando il partito a triplicare i propri voti rispetto alle precedenti elezioni politiche, passando così dal 1,9% ad un complessivo 4,3%; divenendo così terzo partito della coalizione di centro destra, e quinto dal punto di vista nazionale. Alle successive consultazioni con il Presidente della Repubblica Mattarella, ha chiesto che l’incarico di formare un nuovo governo sia conferito a Matteo Salvini che in quanto leader del partito che all’interno del centro destra (in quanto prima forza politica del paese) ha ottenuto più voti, ha diritto a divenire il nuovo primo ministro, sebbene la coalizione non abbia la maggioranza assoluta all’interno del Parlamento. Durante la XVIII legislatura è prima firmataria del disegno di legge sulla Introduzione dell’obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli chiusi (meglio noti come “seggiolini salva-bebè” o “anti abbandono”), approvato in via definitiva dal Senato il 25 settembre. L’obbligo dei dispositivi salvabebè per il trasporto dei bambini fino a quattro anni d’età è entrato in vigore il 1º luglio 2019.

Sul fronte della politica estera, Meloni ha rafforzato la visione filo-statunitense del suo partito, aprendo una linea di comunicazione tra Fratelli d’Italia e il Partito Repubblicano del presidente Donald Trump. Il 5 febbraio è l’unica italiana a partecipare al principale evento dei conservatori statunitensi, il “National Prayer Breakfast” di Washington. L’avvicinamento agli Usa non ha impedito a Meloni di assumere posizioni caute in occasione di importanti crisi della politica internazionale, come l’uccisione in un raid statunitense del generale iraniano Qasem Soleimani, avvenuta in Iraq presso Baghdad il 3 gennaio 2020, dopo la quale la segretaria di Fratelli d’Italia ha invitato alla cautela e alla de-escalation, mentre l’alleato Matteo Salvini ha dichiarato di approvare pienamente l’azione di Washington.

Si candida come capolista in tutte le circoscrizioni italiane per le elezioni europee del 2019 e grazie a un buon risultato del suo partito (6,5% dei consensi) risulta eletta come eurodeputata ma rinuncia al seggio al Parlamento Europeo (dove subentrano i primi dei non eletti), mantenendo quello a Montecitorio. Il 18 luglio 2018 fonda a Bruxelles l’Alliance pour l’Europe des Nations (“Alleanza per l’Europa delle nazioni”), un partito con annesso fondazione del quale entrano a far parte i cinque deputati neoeletti con FdI.

Il 7 marzo 2020 Giorgia Meloni firma insieme ai leader di Lega e Forza Italia la sfiducia nei confronti del ministro della giustizia Alfonso Bonafede.