Mer 17 Apr 2024
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I pipistrelli del Parco Nazionale dell’Aspromonte: una biodiversità unica da proteggere

I pipistrelli sono gli unici mammiferi in grado di volare in modo attivo e hanno sviluppato caratteristiche straordinarie nel corso della loro evoluzione.

Il loro corpo è perfettamente adattato al volo e la loro vista è basata sull’eco-localizzazione, un sistema che permette loro di “leggere” i suoni provenienti dall’ambiente circostante. Con oltre 1400 specie diverse, i pipistrelli presentano una biodiversità davvero unica e sono indicatori della salute ambientale in numerosi ecosistemi.

In Italia, i pipistrelli sono prevalentemente insettivori e svolgono un ruolo importante nel controllo delle popolazioni di insetti dannosi per l’agricoltura e per l’uomo. Tuttavia, la loro sopravvivenza è minacciata da diversi fattori di stress ambientali indotti dalle attività umane, tra cui la deforestazione, l’intensificazione agricola, l’inquinamento e l’uso dei pesticidi, il disturbo e la perdita dei rifugi, l’urbanizzazione continua, i cambiamenti climatici.

Per questo motivo, dal 2017 l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte ha avviato un progetto di studio e monitoraggio della chirotterofauna nell’area protetta, per acquisire informazioni sullo stato di salute delle popolazioni locali. Il progetto è parte integrante di un’azione di sistema promossa dal Parco Nazionale del Vesuvio, che vede coinvolti 7 parchi nazionali, ed è finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Il protocollo di ricerca ha previsto l’utilizzo di diverse metodologie per lo studio dei pipistrelli, tra cui i rilievi bioacustici, utilizzando dei bat-detector, strumenti in grado di captare gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli durante le attività notturne e altre tecniche finalizzate all’identificazione delle specie e al prelievo di campioni biologici.

I risultati hanno mostrato la presenza di 23 specie diverse di pipistrelli nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, alcune delle quali molto rare e minacciate a livello nazionale e internazionale. Tra queste si segnalano il Rinolofo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), il Rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros), il Barbastello (Barbastella barbastellus), il Vespertilio smarginato (Myotis emarginatus) e il Vespertilio mustacchino (Myotis mystacinus).

Queste specie sono particolarmente sensibili alle alterazioni ambientali e richiedono la presenza di ambienti naturali ben conservati e diversificati. Il Parco Nazionale dell’Aspromonte offre loro una varietà di habitat idonei alla loro sopravvivenza, tra cui boschi misti, faggete, castagneti, querceti, macchia mediterranea, prati montani, corsi d’acqua, grotte e ruderi.

Il progetto ha permesso anche di individuare alcune aree critiche per la conservazione dei pipistrelli nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, come le zone soggette a incendi boschivi, le aree agricole intensificate, le grotte turistiche o frequentate da speleologi, i siti archeologici e i centri abitati. Queste aree richiedono interventi mirati di gestione e tutela, al fine di ridurre l’impatto delle attività umane sui pipistrelli e favorire la loro convivenza con le comunità locali.

Il progetto ha inoltre previsto attività di sensibilizzazione e divulgazione sui pipistrelli, rivolte alle scuole, alle associazioni e ai cittadini, per diffondere una maggiore conoscenza e un’immagine positiva di questi animali, spesso vittime di pregiudizi e paure infondate. Tra le iniziative realizzate si ricordano le “Notti dei pipistrelli”, escursioni notturne guidate con l’ausilio dei bat-detector, le mostre fotografiche, i laboratori didattici e le conferenze.

I pipistrelli del Parco Nazionale dell’Aspromonte rappresentano una risorsa naturale di grande valore, che merita di essere salvaguardata e valorizzata. Il progetto dell’Ente Parco ha contribuito a migliorare la conoscenza e la conservazione di questi animali, ma è necessario continuare il monitoraggio e l’azione di sistema con gli altri parchi nazionali coinvolti, per garantire il futuro dei pipistrelli in Italia e nel mondo.