Lun 15 Apr 2024
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Evasione fiscale da record, la Calabria al primo posto in Italia

Furbetti delle tasse ed evasori. Così sono descritti gli italiani ed ancor di più i calabresi. E’ il quadro a tinte fosche dipinto dall’ultimo report dell’Ufficio studi dell’Associazione artigiani e piccole imprese Cgia di Mestre che, sulla base dei dati del Ministero dell’Economia e Finanze e Istat, è riuscito non solo a calcolare quanti soldi sono stati sottratti indebitamente al Fisco ma, anche, a fotografare il fenomeno dell’evasione, uno dei primati della nostra Penisola che, specie nelle regioni del Sud, rappresenta una piaga sociale ed economica che non arretra.

Numeri impressionanti che collocano le regioni del Sud ai vertici della classifica con la Calabria al primo posto prima della Campania e della Puglia. Se in Calabria l’infedeltà fiscale è del 18,4 per cento, in Campania del 17,2 per cento e in Puglia del 16,8 per cento, nella Provincia Autonoma di Trento, invece, scende all’8,6 per cento, in Lombardia all’8 per cento e nella Provincia Autonoma di Bolzano al 7,7 per cento.

A livello nazionale, in ogni caso, nel 2021 l’evasione fiscale e contributiva è calata del 3,1% ed è stata pari a 83,6 miliardi di euro, di cui circa 73,2 miliardi di mancate entrate tributarie e 10,4 miliardi di mancate entrate contributive, con una diminuzione di 2,7 miliardi (-3,1%) rispetto al 2020, di cui 2,2 miliardi sono relativi all’evasione fiscale (-2,9% rispetto al 2020) e 0,5 miliardi all’evasione contributiva (-4,3% rispetto al 2020). Merito anche della digitalizzazione, con strumenti quali la fatturazione elettronica e l’invio telematico dei corrispettivi che hanno indotto una serie di contribuenti, tra cui proprio gli evasori incalliti, a «ravvedersi».