Dom 21 Apr 2024
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In Italia 2 milioni di famiglie in povertà energetica: picco in Calabria con il 22,4%

Aumento della povertà energetica delle famiglie italiane delle fasce medie e diminuzione tra quelle delle fasce più deboli nel 2022: le famiglie in povertà energetica sono circa 2 milioni, pari al 7,7 % del totale.

A rivelarlo è lo studio “Evoluzione della povertà energetica in Italia” realizzato dall’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE) e presentato in collaborazione con Fondazione Banco dell’energia, – l’Ente senza scopo di lucro che sostiene le famiglie in situazione di vulnerabilità economica e sociale.

Lo studio Oipe non manca di registrare che sebbene tutte le famiglie abbiano risentito dell’aumento dei prezzi energetici, quelle vulnerabili, grazie alle misure di sostegno e di contenimento delle tariffe, hanno subito gli aumenti in misura minore.

Con un rincaro di ben 500 euro nel 2022 rispetto al 2021, la spesa annua media delle famiglie per energia elettrica e riscaldamento è arrivata a 1.915 euro. Secondo l’analisi Oipe, si tratta di un aumento del 32%, a fronte di prezzi al consumo cresciuti del 50% e del 34,7%, rispettivamente per energia elettrica e gas. Per il solo riscaldamento, invece, la spesa è salita del 29%, moderata anche dall’aumento generale delle temperature.

Dal punto di vista territoriale, mentre restano stabili le famiglie in povertà energetiche del Nord e si concentrano maggiormente nei piccoli centri e nelle aree suburbane, quelle nelle Isole e nel Centro appaiono in calo. Con il 4,5%, Toscana e Marche registrano mostrano la percentuale più bassa, mentre la Calabria, con il 22,4%, quella più alta.

“La riduzione della povertà energetica nel 2022 va interpretata in un contesto di ingenti sussidi concessi dal Governo e di interventi transitori su fiscalità e componenti tariffarie dei prodotti energetici – afferma Paola Valbonesi, presidente dell’Oipe -. Non è una politica sostenibile nel medio termine ed è necessario che si organizzi, al più presto, una strategia di contrasto al fenomeno che si basi su analisi rigorose e su strumenti mirati per contemperare i vincoli di finanza pubblica e l’efficacia degli interventi che devono essere destinati solo alle famiglie vulnerabili”.