Mar 21 Mag 2024
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No alla chiusura del punto nascita del Sacro Cuore, la protesta contro la decisione della Regione

Erano in tanti a protestare contro la decisione, assunta dalla Regione, di chiudere il punto nascita del Sacro Cuore a Cosenza. Tra loro molte mamme, alcune delle quali anche incinta, associazioni e cittadini si sono radunati ieri mattina davanti all’ingresso della clinica per manifestare e difendere «un punto di riferimento per molte donne in gravidanza». Tra i dimostranti anche professionisti come il dottor Achille Morcavallo, il dottor Raffaele Misasi, la psicoterapeuta Cecilia Gioia.

Ad organizzare la protesta, l’associazione “Mammachemamme” e il movimento spontaneo delle mamme nato proprio a seguito della decisione della Regione.

«Siamo qui – ha detto il dottor Raffaele Misasi, responsabile del Dipartimento materno infantile del Sacro Cuore – perché la Sanità soffre di una malattia cronica ormai da molto tempo. E dopo tanti anni di commissariamento in cui si sono avuti dei tagli, e dopo la pandemia, ci aspettavamo una soluzione del problema o almeno un avvio alla soluzione, e un incremento dei posti letto e di tutta l’organizzazione strutturale ospedaliera. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, si sta dando da fare per ripristinare una Sanità in coma, ma l’ultimo Dca ha previsto l’incremento dei posti letto nelle strutture pubbliche a discapito delle strutture private accreditate. In particolar modo, per quanto riguarda il punto nascita di Cosenza ne prevede la chiusura perché dovrebbe riaprire quello dell’ospedale di Cetraro. È giusto che le strutture pubbliche siano potenziate – ha continuato Misasi – ma nella fase in cui ci troviamo pensiamo sia più opportuno prevedere una deroga al Dca in attesa che gli ospedali periferici possano avere un incremento. E ascoltare i bisogni delle tante donne – così come è previsto anche dall’Organizzazione mondiale della sanità – che si sentono private della loro libertà di scelta».