Ven 21 Giu 2024
spot_img
HomeAttualitàEconomiaBatosta sulla spesa alimentare, i prezzi...

Batosta sulla spesa alimentare, i prezzi aumentano del 20%

Secondo quanto riportato oggi da Assoutenti, l’associazione per la tutela dei consumatori, per alcuni generi alimentari si è registrato un aumento dei prezzi maggiore del 20%.

Il brusco calo delle temperature che si è registrato in primavera, tra il ponte del 25 aprile e dell’1 maggio, rischia di avere un impatto diretto sui listini dei prodotti ortofrutticoli, con particolare riguardo a alcune varietà come albicocche, ciliegie e pesche, i cui prezzi potrebbero subire significativi rincari.

In questo contesto, inoltre,  il rischio di speculazione è molto elevato, con possibili aumenti di prezzo anche per i prodotti che non hanno subito danni diretti dalle gelate.

Facciamo il punto sulla situazione e sulle possibili conseguenze.

Rincari frutta e verdura: quanto sono aumentati i prezzi nell’ultimo mese

Secondo Assoutenti, nell’ultimo mese, i prezzi della frutta fresca sono aumentati in media del 7,3% su base annua. Questo incremento include variazioni significative nei prezzi di diverse varietà di frutta, con punte del 20,1% per le pere e dell’18,5% per la frutta con nocciolo (come albicocche, ciliegie e susine). Le mele invece hanno registrato un aumento del 7,2%.

Per quanto riguarda la verdura, i prezzi sono anch’essi aumentati in modo significativo. Per radici, bulbi non amidacei e altri vegetali (come carote, finocchi, cipolle, aglio, asparagi e carciofi), si è registrato un aumento medio del 13,5% su base annua. Le patate hanno riportato invece un aumento del 12,4% nei loro prezzi.

Perché frutta e verdura costano tanto?

Secondo Assoutenti, diversi fattori contribuiscono all’aumento dei prezzi della frutta e della verdura. In primo luogo, le variazioni meteorologiche insolite, come le gelate e le condizioni climatiche estreme, possono danneggiare le coltivazioni, riducendo le rese e causando una diminuzione dell’offerta sul mercato. Questo porta a una domanda più elevata rispetto all’offerta, il che può innalzare i prezzi.

Come ha spiegato Gabriele Melluso, presidente dell’associazione, le variazioni meteorologiche insolite, con temperature che sono balzate sopra la media nelle settimane precedenti per poi scendere improvvisamente, stanno mettendo a repentaglio le colture in diverse regioni italiane. Questo repentino cambiamento climatico potrebbe danneggiare le piante e gli alberi da frutto, con conseguente riduzione delle produzioni tipiche della primavera.

Inoltre, i costi di produzione agricola sono in aumento, compresi quelli legati ai trattamenti necessari per proteggere le colture dagli eventi climatici estremi e dalle malattie delle piante. Questi costi aggiuntivi sono spesso trasferiti ai consumatori attraverso un conseguente rincaro nella vendita al dettaglio.

A peggiorare la situazione e rendere meno stabili i prezzi, infine, c’è il rischio di speculazione, con alcuni operatori del settore che approfittano delle condizioni di mercato instabili per aumentare i prezzi al dettaglio al di là delle giuste proporzioni.

Assoutenti sta monitorando da vicino la situazione e sollecita trasparenza e azioni adeguate per proteggere i diritti dei consumatori di fronte a queste variazioni di prezzo. Tuttavia, non è escluso che, proprio per i motivi sopra elencati, questi fattori combinati possono contribuire a rendere la frutta e la verdura più costose per i consumatori.

Quali sono gli alimenti che aumentano di prezzo

Gli alimenti che hanno registrato aumenti significativi di prezzo includono principalmente frutta fresca, verdura e alcuni ortaggi.

Dai dati emersi, ecco alcuni esempi:

  • le varietà di frutta fresca che hanno subito aumenti significativi di prezzo includono le pere, con un aumento del 20,1%, e la frutta con nocciolo come albicocche, ciliegie e susine, con un aumento dell’18,5%. Anche le mele hanno visto un aumento del 7,2% nei loro prezzi;
  • le verdure che hanno subito aumenti di prezzo significativi includono radici, bulbi non amidacei e altri vegetali come carote, finocchi, cipolle, aglio, asparagi e carciofi, con un aumento medio del 13,5% su base annua. Anche le patate hanno visto un aumento del 12,4% nei loro prezzi.

Impatto su economia e possibili conseguenze

Gli aumenti dei prezzi della frutta e della verdura possono influenzare negativamente il bilancio familiare dei consumatori, che costretti a spendere di più per acquistare gli stessi prodotti potrebbero ridurre il consumo di frutta e verdura a causa dei costi più elevati. Questo potrebbe aggravare le disuguaglianze socioeconomiche, poiché le famiglie a basso reddito potrebbero essere più gravemente colpite dall’aumento dei costi degli alimenti, avendo meno risorse disponibili.

A livello prettamente economico, questi sono meccanismi che alimentano la spinta inflazionistica, poiché questi prodotti sono parte integrante del paniere dei consumatori. Un’alta inflazione può infatti influenzare negativamente il potere d’acquisto dei consumatori, riducendo la loro capacità di spendere su altri beni e servizi.

Inoltre, un aumento dei prezzi della frutta e della verdura potrebbe influenzare negativamente le abitudini alimentari delle persone, spingendole a optare per alimenti meno sani e più economici. Ciò potrebbe portare a una diminuzione del consumo di frutta e verdura, con possibili implicazioni negative per la salute pubblica, come un aumento dell’obesità e delle malattie correlate all’alimentazione.

Quindi, sebbene gli aumenti dei prezzi della frutta e della verdura possano portare a maggiori profitti per i produttori agricoli inizialmente, ci possono essere anche conseguenze negative a lungo termine. Ad esempio, un aumento dei costi dei fattori di produzione, come i carburanti e i fertilizzanti, potrebbe ridurre i margini di profitto dei produttori. Di conseguenza, se i prezzi elevati persistono nel tempo, potrebbero ridurre la domanda dei consumatori e danneggiare ulteriormente i produttori.

Infine, ma non per importanza, c’è da considerare un altro fattore, ovvero: se i consumatori devono spendere una quota maggiore del loro reddito per l’acquisto di prodotti alimentari di base, potrebbero avere meno risorse disponibili per altri beni e servizi, il che potrebbe a sua volta influenzare negativamente l’economia generale.

In estrema sintesi, il circolo vizioso degli aumenti dei prezzi della frutta e della verdura continuerà ad essere alimentato fino a quando aumenti dei costi di produzione, domanda e offerta sfavorevoli e comportamenti speculativi contribuiranno a favorire un aumento dei costi che può essere difficile da interrompere senza interventi appropriati da parte dei governi e delle istituzioni. Al contrario, come abbiamo visto, di fatto un sistema che favorisce o ignora azioni speculative può non solo portare a fluttuazioni dei prezzi eccessive e non correlate alla reale domanda e offerta di prodotti alimentari, ma contemporaneamente non fa che essere la causa e l’effetto all’instabilità dei prezzi.

da Qui Finanza