Ven 21 Giu 2024
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Scioglimento comune Tropea: “Amministrazione comunale condizionata dalle cosche”

Rese pubbliche le motivazioni dello scioglimento del consiglio comunale di Tropea per infiltrazioni di tipo mafioso, decretato dal presidente della Repubblica.

La relazione del prefetto do Vibo pone in rilievo “il sostegno prestato dalla cosca di ‘Ndrangheta, storicamente egemone sul territorio di Tropea al sindaco e alla sua lista in occasione del turno elettorale straordinario del 21 ottobre 20218.

L’esame delle risultanze dell’operazione giudiziaria denominata “Olimpo”, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e, in particolare, i contenuti di fonti tecniche di prova registrate nei giorni nei giorni antecedenti la tornata elettorale dimostrano il sostegno prestato dalla locale cosca di ‘ndrangheta a colui che è stato eletto sindaco”.

Le frequentazioni degli amministratori.

E ancora: “La Commissione di indagine ha analiticamente esaminato il profilo dei singoli amministratori, ponendo in evidenza una intricata rete di rapporti parentali e di assidue frequentazioni tra questi ultimi, componenti dell’apparato burocratico  ed esponenti delle locali consorterie”, sottolineando come tale stato di cose abbi condizionato “l’attività amministrazione a favore di ambienti controindicanti.

In particolare, per il sindaco, il vicesindaco ed un assessore comunale sono posti in rilievo gli stretti legami per rapporti parentali e/o assidue frequentazioni intercorrenti con esponenti della locale criminalità, interessati anche da reati associativi”.

Secondo quanto si legge nel documento in questione, “un’ulteriore vicenda, comprovante la sussistenza di rapporti e frequentazioni tra il sindaco ed esponenti della criminalità organizzata è quella concernente l’acquisto da parte del sindaco di un autoveicolo  – formalmente intestato alla suocera di due esponenti apicali della locale criminalità organizzata, invalida e priva di patente di guida – oggetto di misure patrimoniali da parte dell’autorità giudiziaria”.

Lavori pubblici.

La relazione prefettizia rivela come a partire dal 2019 buona parte degli affidamenti di lavoro o servizi “sia stato appannaggio di imprese riconducibili alle cosche facenti parte de “il locale di Mileto”, così come messo in luce nel decreto di fermo di indiziato di delitto emesso l’8 maggio 2023 dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catanzaro nell’ambito dell’operazione “Maestrale-Carthago””.

I contenuti del menzionato decreto attestano che la “struttura criminale ha “invaso” rispettivamente il settore degli appalti ospedalieri, scolastico e di collegamento migranti, il settore edilizio, il settore della manutenzione idrica ed elettrica negli enti comunali, nonché il settore dei rifiuti urbani …omissis”.