Ven 14 Giu 2024
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Il caldo scatena i vermocane nei mari calabresi: voracissimi e con aculei urticanti

I vermocane, o vermi di fuoco, sono creature carnivore e voraci, noti per la loro capacità di rigenerarsi quando vengono divisi in due.

Dotati di aculei con tossine urticanti, questi predatori insaziabili si sono moltiplicati a causa delle temperature elevate e rappresentano ora una seria minaccia per le specie marine, come i coralli, e per i pescatori, che possono ritrovarsi con le reti vuote in una sola notte.

L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste, con laboratori a Panarea e Milazzo, sta studiando attentamente questa specie, il cui nome scientifico è Hermodice carunculata. Questi vermi, endemici del Mediterraneo, erano una volta sotto controllo, ma con le recenti ondate di calore, la loro popolazione è esplosa.

In passato, i vermocane erano prevalentemente presenti nel canale di Suez. Tuttavia, con il riscaldamento delle acque del Mediterraneo, la loro presenza è aumentata significativamente nei mari di Sicilia, Calabria e Puglia.

Questo ha reso necessaria una campagna informativa per la popolazione locale e i turisti, un progetto dell’Ogs in collaborazione con le Università di Modena e Reggio Emilia, Catania, Messina, Ispra e l’Area Marina Protetta di Capo Milazzo.

I vermocane, colorati e lunghi in media tra 20 e 30 centimetri, possono in alcuni casi raggiungere un metro di lunghezza. Non si sa quanto possano vivere, ma l’esemplare più vecchio osservato aveva otto anni. Le loro setole contengono tossine urticanti che causano edemi e pruriti.

Le tossine dei vermocane sono attualmente oggetto di studio. Roberto Simonini, fisiologo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha isolato le sostanze tossiche prodotte dai vermocane. Sebbene sia stato possibile caratterizzare una sostanza irritante, siamo ancora lontani dal trovare un rimedio per le punture.