Mar 25 Giu 2024
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All’IC “Falcone” di Rende-Quattromiglia esempi di sani valori e coraggio

E’ fine maggio, ma, l’IC “G.Falcone” di Rende-Quattromiglia, continua a svolgere la sua ampia progettazione di eventi e, il 27 maggio, ha aperto le porte per una manifestazione congiunta con le classi della primaria e dell’infanzia.

 

Ogni plesso, di ogni ordine e grado, ha invitato le famiglie, ma anche rappresentanti delle istituzioni locali e delle associazioni culturali, sportive e religiose del territorio. Il tema centrale dell’evento è stato il coraggio, quel modo di rafforzare il proprio contributo nella relazioni per diventare un esempio ed un punto di riferimento: la scuola ha l’obbligo di essere o diventare un luogo, oltre che di educazione e formazione, anche di aggregazione per condividere e riflettere su quello che non è solo un tema sociale, ma anche culturale. Non a caso, nell’antica Grecia, il coraggio è associato alle qualità della dea Atena come spinta ancestrale per praticare la saggezza, la temperanza e, quindi, la giustizia oltre che la guerra. Il coraggio, presso i Greci, si identifica con una donna divina, ma anche con eroine del mondo terreno, quali, fra i tanti esempi, Antigone, una ragazza che da sola ebbe il coraggio di contrastare le leggi dello Stato da lei ritenute ingiuste. Antigone è da sempre considerata il simbolo della lotta contro il potere, della ribellione romantica e solitaria contro il dominio ingiusto di un tiranno senza limiti. Tutti noi abbiamo pensato di essere, almeno una volta nella vita, come Antigone; di contrastare quelle regole, scritte o non scritte, ritenute inique o vessatorie: il coraggio è l’altro volto della paura, due direzioni che caratterizzano l’esistenza pur offrendo prospettive diverse. Il coraggio è quello di chi corre rischi e, nonostante questa paura, lo pratica e magari muore.

 

Tante le testimonianze raccontate dagli ospiti; diverse le storie cantate o recitate per chi ha combattuto un nemico dei nostri tempi: le mafie. Gli alunni hanno letto pensieri, aforismi, ma anche interpretato alcuni personaggi come Peppino Impastato, Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. La scuola, si è trasformata in uno straordinario teatro di applausi e momenti di riflessione, commozione ed emozione, sempre e costantemente accompagnati dalla musica, quel linguaggio universale che è stato reso unico e intenso dalle voci dei nostri alunni. Il coraggio è cura per le proprie azioni, è un atto culturale e sociale; è l’espressione più concreta della gentilezza e germoglia solo nel terreno fertile dell’esperienza. L’esperienza che è stata trattata non solo attraverso gli insegnamenti del mito e della tragedia greca; non solo attraverso le azioni contro la mafia, ma anche raccontando gli esempi più ampi e vasti di coraggio come il coraggio nello sport che spesso rappresenta una metafora dei modi possibili per crescere e raccogliere, nell’onestà e nel rispetto dell’altro, i frutti del proprio lavoro e dei propri sacrifici. Durante queste straordinarie manifestazioni, una per ogni plesso, il nostro Istituto ne conta ben dodici, il coraggio è stato celebrato e declinato anche con coreografie danzate su canzoni a tema. Tutti sono stati protagonisti: non solo gli alunni, ma anche i docenti che hanno preparato ed organizzato, in un progetto unico, le proprie classi, gli insegnanti che hanno condotto, i genitori e i “nostri ospiti d’onore” che, con noi, hanno saputo ribadire, a voce alta, un principio oltre il tempo e lo spazio: la vera ricchezza di ogni donna e di ogni uomo, risiede solo nel coraggio della libertà dell’animo e delle azioni. “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore». Peppino Impastato (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978).

Si annuncia, come prossimo evento, l’inaugurazione del plesso della primaria di “Quattromiglia-Piscine. La manifestazione si terrà il 3 giugno mattina nel piazzale antistante la scuola.

Barbara Gagliardi