Gio 17 Giu 2021
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Rende, Alessandro De Rango sul post-consiglio

“Gli accadimenti degli ultimi giorni e le reazioni che ne sono derivate mi obbligano a rendere alcune considerazioni e chiarimenti, per il ruolo che ricopro.

La mancanza di coerenza politica è il dato che accomuna realmente Antonello Elia e Marcello Manna.

Elia ha tradito i suoi elettori, sebbene poche decine, fin dal suo subentro in Consiglio”. Questo il primo commento di Alessandro De rango, consigliere comunale del Pd a Rende.

“Dopo per aver ripetutamente cambiato sponda (da maggioranza a minoranza e viceversa), ha infine aderito ad un movimento politico, la Lega (Nord), assente alle scorse consultazioni, scelta che alle nostre latitudini assume connotazioni che rendono ancor più grave il tradimento del mandato elettorale.

Antonello Elia della Lega (Nord), è giunto in Consiglio Comunale la scorsa sera con la ferma decisione di votare no e lo ha ripetuto con assoluta fermezza e convinzione alle mie orecchie salvo, poi, uscire dall’aula dopo aver votato si, o meglio, Signorsì !!”, scrive il dem.

“E pensare che abbiamo sentito parlare di libertà da parte del Sig. Sindaco nelle sue conclusioni, nonostante il suo intervento tanto urlato ci abbia fatto sanguinare le orecchie, non solo per il volume della voce.

Come se urlare dia valore a ciò che si dice.

La seduta della scorsa sera, invece, ha conosciuto l’assedio operato da alcuni signori, pare anche consiglieri comunali e dirigenti politici di Cosenza, mai visti prima d’ora nella sala del Consiglio Comunale.

Costoro sono e saranno sempre benvenuti a condizione che rispettino la sede in cui si trovano e le persone che in quella sede rappresentano i Cittadini di Rende.

C’è da domandarsi, allora, come possa definirsi libero chi riceve ordini telefonici e pressioni, quasi fisiche, per determinare il proprio voto e come possa dirsi libero un Sindaco da anni ormai sottomesso alla ripetuta ricerca del tredicesimo uomo pur di tirare a campare.

Nessuno è contro il Sig. Marcello Manna ma siamo contro il suo modo di amministrare questa comunità la cui sorte è continuamente in balia delle voglie e delle doglie di questo o quel consigliere”, asserisce.

e poi: “Strumentalizzare il Consiglio Comunale e le minoranze per i rapporti di civiltà che tra loro hanno intessuto intestandosi battaglie pretestuose per il bene della città, nella quale peraltro nemmeno si risiede, non assolverà dalle proprie colpe, politiche ed amministrative, di aver consegnato alle maree il destino di una città che non ha più obiettivi e visione.

Dopo quasi cinque anni di latitanza ed a soli tre mesi dal voto spunta, poi, qualche foto di qualche buca rattoppata o di qualche palo di illuminazione che è una vera e propria offesa alla cittadinanza che viene scambiata per una mandria credulona e priva di intelletto.

Sul merito della pratica oggetto del Consiglio Comunale, i Cittadini sappiano che dovranno restituire circa 3,5 milioni di euro entro il 30 dicembre e se questo non accadrà solo a loro, non ad altri, resterà il peso di doverne pagare le conseguenze.

Le responsabilità di aver massacrato le casse comunali sono di chi amministra le finanze dell’Ente ormai da anni, certo non di altri”.