Messa in sicurezza del Crati, interviene la senatrice Abate

riunione regione esondazione Crati Abate-Gallo
riunione regione esondazione Crati Abate-Gallo
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Sulle vicende che attengono il fiume Crati, interviene la senatrice Rosa Silvana Abate, la quale attraverso un comunicato stampa fa sapere che nei giorni scorsi si è recata presso la cittadella regionale per discutere del problema e per capire meglio a che punto siano le procedure di messa in sicurezza del fiume sia di tutto il corso d’acqua, il più importante della Calabria, sia in particolare nel tratto dove s’è registrata la rottura dello scorso novembre che ha causato l’esondazione del fiume nell’area di Thurio e Ministalla con tantissimi problemi per agricoltori, pastori e residenti che hanno perso raccolti e mandrie subendo gravi danni anche alle abitazioni. Ho deciso di andare ad incontrare il Soggetto Attuatore per il Commissario Straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Calabria, l’ingegnere Carmelo Gallo – fa sapere la senatrice – perché in via informale avevo già saputo che la Protezione Civile nazionale non era intenzionata a concedere lo stato di calamità naturale a quei territori perché dal report del comune di Corigliano Rossano non erano emersi dati chiari tali da giustificare l’intervento della ProCiv stessa. Una nota, quella del Capo Dipartimento Angelo Borrelli, poi successivamente richiesta e ottenuta, che dimostra anche come la gestione commissariale della città sia molto deficitaria. Non a caso, in quell’occasione, il commissario chiuse il COC, il Centro operativo comunale, dopo sole 24 ore come se non ci fosse nessuna emergenza mentre ancora oggi molti abitanti delle contrade sono costretti a vivere in albergo. Un sottovalutare il problema confermato dalle carte prodotte. Ed è per questo che s’è resa necessaria la visita in Regione. Nel corso del proficuo incontro con l’ingegnere Carmelo Gallo abbiamo analizzato tutti gli interventi previsti per la messa in sicurezza di un importante tratto del Crati che va dal vecchio tratto della Statale 106 fino all’area in prossimità del Parco Archeologico di Sibari che venne interessato da un ammodernamento con una spesa di quattro milioni di euro a seguito della rottura dell’argine che causò l’allagamento di tutta l’area archeologica. Gli interventi previsti, che dovrebbero andare in appalto per fine anno ammontano a circa 7 milioni e 800 mila euro. Interventi che però, non riguarderebbero la risoluzione del problema a Thurio e Ministalla. Nei giorni scorsi, infatti, i cittadini hanno protestato perché non hanno intenzione di risistemare le loro case e riprendere le loro aziende finché il Crati in quel tratto non sarà messo in sicurezza visto che le loro lamentele e denunce sono state inascoltate per oltre dieci anni fino all’esondazione di novembre. A quel punto è emerso che il Dipartimento difesa del suolo ha in programma un altro intervento di messa in sicurezza proprio per il tratto in questione per una cifra pari a 1,2 milioni di euro. Cifra destinata a questo scopo diversi anni fa, poi persa dall’allora Provincia di Cosenza, a causa di ritardi burocratici e recuperata in anni recenti. Un ritardo fondamentale perché si sarebbe potuta evitare la tragedia di fine anno. Ma ormai bisogna evitare altri problemi e guardare avanti. Per questo ho incontrato anche l’ingegnere Domenico Pallaria, da cui il Dipartimento difesa del suolo dipende, per parlare proprio della necessità di intervenire subito. Pallaria mi ha confermato di aver già inviato una integrazione alla deficitaria documentazione inoltrata alla ProCiv dal Comune di Corigliano Rossano e, allo stesso tempo – ha chiuso la senatrice M5S – gli ho chiesto che, in attesa di programmare il rifacimento completo degli argini come previsto dal progetto, dal milione e duecentomila euro venga stralciata una somma per continuare a risistemare con la messa in posa dei massi della barriera del Crati anche in corrispondenza delle contrade Thurio e Ministalla. Bisogna fare presto così gli abitanti della zona potranno risistemare le loro abitazioni, tornare a casa e lasciare l’albergo senza nessuna polemica salvaguardando anche la loro dignità vilipesa ormai per troppo tempo.

 

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