Mer 8 Dic 2021
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Confapi, “Le strutture socio assistenziali a rischio default”

Non c’è spazio per la diplomazia nelle parole dei presidenti di Confapi Calabria Filiera Sanità privata e della sezione Aias di Cetraro, non più; perché la situazione “è grave, gravissima” sostengono i due presidenti ed è ormai impellente “un incontro con l’assessore regionale al welfare e il presidente della terza Commissione consiliare per parlare delle criticità del settore e più in generale della riforma del welfare”.
Da gennaio 2019 le strutture socio assistenziali erogano prestazioni in favore delle fasce deboli in assenza di contratti con l’Ente Regione, cosa che non consente loro di emettere fattura a fine mese e dunque di accedere al credito bancario. Questa condizione unita ai ritardi atavici nel rimborso delle spettanze in favore delle strutture per le prestazioni erogate, secondo i presidenti di Confapi Sanità privata e di Aias Cetraro, pone l’intero sistema a rischio imminente di default. “A fine febbraio di quest’anno la Regione Calabria ha comunicato la volontà di procedere al rinnovo dei contratti solo per il primo quadrimestre del 2019. Mentre, abbiamo da poco appreso – svelano i due presidenti – che ci sarebbe la volontà di procedere al rinnovo fino al 30 giugno. Di fatto ad oggi, nessun contratto è stato firmato né con scadenza al 30 aprile né al 30 giugno. Ciò pone le strutture in una condizione di grande preoccupazione perché hanno in essere contratti di lavoro a tempo indeterminato con i propri dipendenti, contratti di locazione degli immobili novennali nonché contratti annuali con i propri fornitori.”
“Con rammarico e delusione ci vediamo costretti a denunciare la gravità della condizione dell’intero comparto perché non ci è stata concessa altra possibilità di confronto democratico nelle sedi istituzionali. Con una decisione di novembre dello scorso anno (originale quanto discutibile) la giunta regionale ha estromesso dalla fase di programmazione nonché dall’intero percorso di elaborazione della riforma del welfare alcune parti sociali che invece sono attori del sistema e sui quali – quella riforma adottanda – da qui a breve andrà a produrre i suoi effetti. Non si comprende – affermano i presidenti – il motivo di tale decisione e, in tutta sincerità, non si condivide il metodo di chiusura adottato da un Assessore Regionale che provenendo dal mondo della cooperazione dovrebbe, al contrario, naturalmente essere votato alla condivisione allargata delle proprie scelte ed al confronto con tutte le parti sociali”.
“Noi siamo quelli – concludono il presidente di Confapi Sanità privata e Aias sezione di Cetraro – che percepiscono la stessa retta mai adeguata dal 1987. Siamo quelli che la Riforma del welfare la vogliono, la auspicano e la pretendono. Ma siamo convinti che un percorso di riforma che punti realmente a migliorare il domani, per essere credibile nei suoi intenti e nei suoi sforzi, debba partire prima da una dignitosa organizzazione del presente e successivamente guardare al futuro. Per questo motivo pretendiamo un incontro, un confronto immediato con l’assessore regionale al welfare e il presidente della terza Commissione consiliare.”