Operazione “Platone”, la Cassazione boccia la Procura sui Greco

corte cassazione, bocciata la Procura su sentenza Greco
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La VI Sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza emessa dal Tribunale del riesame di Cosenza in data 18 aprile 2019, che confermava l’ordinanza applicativa del sequestro dell’immobile sito in Cariati alla via Magenta emessa dal G.I.P. di Castrovillari in data 25.3.2019, ordinando l’immediata restituzione dell’immobile ai legittimi proprietari.

Il sequestro preventivo dell’immobile di proprietà di alcuni componenti delle famiglia Greco era stato emesso nell’ambito dell’operazione “Platone” condotta dall’ufficio di Procura del Tribunale di Castrovillari che aveva ipotizzato a carico del Sindaco di Cariati, nonché del responsabile dell’Ufficio Tecnico, il reato di corruzione aggravata sul presupposto che l’immobile de quo fosse stato oggetto di permesso di costruire in sanatoria ex L. 47/85 rilasciato in spregio alla vigente normativa edilizia ed urbanistica.

In particolare, la Procura della Repubblica c\o il Tribunale di Castrovillari contestava la mancanza del parere rilasciato dell’Autorità di Bacino, necessario per gli immobili ricadenti in zone sottoposte a vincolo idrogeologico.

Tale erronea interpretazione della normativa vigente prospettata dalla Procura Castrovillarese, e cooptata dal Tribunale del riesame di Cosenza (ma non dal Tribunale della Libertà di Catanzaro in sede di riesame delle misure personali), si fondava sulla scorta delle conclusioni del consulente del P.M. che, non solo non considera applicabile l’art. 5 comma 10 delle norme di attuazione del P.A.I. per gli immobili espressamente esonerati dal rilascio del parere per effetto di tale norma, ma anche non considera di nessun valore l’attestazione rilasciata dall’Autorità di Bacino in data 15.4.2019, ove è espressamente attestato che tale ultima non è tenuta al rilascio del parere quando la sanatoria degli immobili è stata richiesta, come nel caso specifico, anteriormente all’entrata in vigore del P.A.I.

L’aspetto giudiziario è di preclara importanza, non solo per la doverosa restituzione di un intero immobile malamente sequestrato, senza verun presupposto legittimante l’inopinato sequestro, quanto il fatto che del macroscopico errore se ne è doluta anche la Procura Generale presso la Suprema Corte, che ha concluso per l’accoglimento dei motivi di ricorso, quindi, anche essa, per l’annullamento dell’ordinanza! Sta a significare che, non appena ci si sposta dai luoghi di indagini troppo “pressanti”  nei confronti di persone per bene ed onesti amministratori pubblici, la massima espressione requirente e giudicante d’Italia stigmatizza comportamenti e provvedimenti errati in punto di fatto e di diritto. Ci si batte da tempo affinché le misure cautelari tutte siano utilizzate cum grano salis, ma l’amara constatazione dei difensori è quella di pensare che un’indagine diventa “significativa” solo se accompagnata da ingiustificate misure cautelari, altrimenti è declassata e questo non piace a qualcuno.

Avv. Vincenzo Belvedere                                                     Avv. Giuseppe Labonia

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