Cosenza, Commissione sanità: accolto progetto per riorganizzare la rete territoriale

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Per contrastare il fenomeno ormai cronico del sovraffollamento nel Pronto soccorso e velocizzare la presa in carico dei pazienti il dott. Rosalbino Cerra presidente provinciale della FIMMG (Federazione italiana dei medici di medicina generale) e il dott. Domenico Migaldi vicesegretario del SUMAI (Sindacato Unitario Medici Ambulatoriali Italiani), hanno presentato stamani in Commissione sanità il progetto dal titolo “riorganizzazione dei servizi territoriali nel comune di Cosenza e nell’area urbana”. La Commissione di Palazzo dei Bruzi è stata presieduta dalla consigliera comunale e delegata del sindaco alla sanità Maria Teresa De Marco.

In base alle statistiche oltre il 50% degli italiani ricorre ai dipartimenti di emergenza quando non trova una risposta dalla medicina territoriale, mentre, in più di 1 caso su 4, tenta direttamente la strada del pronto soccorso come soluzione per accorciare le liste d’attesa, con tutte le conseguenze negative che ne derivano rispetto all’affollamento degli ospedali, costretti a far fronte a un numero crescente di pazienti, in molti casi senza risorse e strumenti adeguati. Situazione che si presenta analoga, se non peggiore, al Pronto soccorso dell’Annunziata di Cosenza.

«Per ovviare al problema- spiegano Cerra e Migaldi – abbiamo presentato una proposta di riorganizzazione della “rete territoriale” che fa riferimento al Decreto Balduzzi per correggere le anomalie che nel tempo hanno determinato una distorsione del sistema ad un costo altissimo non più sostenibile, che parta intanto dal collegare in rete tutte le realtà assistenziali in modo che la scheda sanitaria del paziente possa essere visibile in ospedale, nei poliambulatori, nel pronto soccorso. La realizzazione della riorganizzazione territoriale consentirà di intercettare il fabbisogno di cure dei cittadini che oggi impropriamente si rivolgono agli ospedali, in particolare affollando i pronto soccorso (codici bianchi e verdi) e gli ambulatori di alta specializzazione dei grandi centri di eccellenza. Questi ultimi, avrebbero il precipuo ruolo di accogliere pazienti solo in un secondo step, che definisce l’alta complessità, ovvero dopo che il quadro clinico sia già stato delineato e quando le cure primarie mediche e di piccola chirurgia non sono sufficienti a risolvere il problema di salute insorto».

Assistenza primaria e continuità delle cure ma anche aderenza alle terapie, assistenza ai pazienti cronici e anziani e appropriatezza organizzativa del distretto: sono questi i temi affrontati dal progetto che comprende la realizzazione operativa delle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) che rappresentano l’ insieme dei professionisti che hanno in carico il cittadino che sono poi collegate funzionalmente ad una UCCP cioè ad una Unità Complessa di Cure Primarie dove vengono effettivamente erogati anche servizi specialistici integrati, attività di prevenzione e prestazioni non differibili.

«Accogliamo con favore il progetto – ha dichiarato la presidente della Commissione e delegata del sindaco alla sanità Maria Teresa De Marco – che rappresenta una soluzione concreta e attualizzabile offrendo un’assistenza territoriale capillare ed efficiente che alleggerisca gli ospedali e le strutture di pronto soccorso, per una nuova logica dell’assistenza che sposti finalmente il proprio baricentro dall’ospedale al territorio».

La Commissione tornerà nel giro di quindici giorni a riunirsi, tempo che servirà per la valutazione ed eventuale approvazione del progetto.

 

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