Lun 6 Dic 2021
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Presentato il Dossier Statistico Immigrazione 2019

Stamattina nella Sala delle Culture della provincia di Catanzaro si è svolta la prima presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2019 che giunge alla sua 29esima edizione, in contemporanea in tutte le Regioni e Province Autonome.

Il Dossier è stato realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, in partenariato con Confronti e con il sostegno dell’Otto per mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Quest’anno ha contribuito al volume anche il Centro di ricerca Laboratorio di storia giuridica ed economica del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Il Convegno è stato moderato dalla dott.ssa Donatella Soluri, che è Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Catanzaro.

A presentare i dati del Dossier è stata la dott.ssa Roberta Saladino (Dottore di ricerca in “Storia Economica, Demografia, Istituzioni e Società nei Paesi del Mediterraneo”, referente del Centro Studi e Ricerche IDOS in Calabria e autrice del capitolo “Calabria. Rapporto Immigrazione 2019”.

Dai dati illustrati dalla dott.ssa Roberta Saladino si evince che la Calabria al 31 dicembre 2018 si colloca al 12 posto con più 100mila residenti stranieri (confermando ciò che si era registrato al 31 dicembre 2017), pensiamo che al 31 dicembre del 2013 la Calabria occupava il 16° posto. Ma esaminando le variazioni percentuali rispetto l’anno precedente, si osserva una graduatoria diversa, dove vede al primo posto la Calabria con 4,23% che fa quindi registrare il maggior incremento, a seguire la Sicilia (3,63%) e il Friuli V. G. (3,29%), l’unica regione che fa registrare un decremento rispetto al 2017 è il Molise con – 0,30%.

Un altro dato demografico che emerge dall’analisi illustrata dalla dott.ssa Roberta Saladino, è che in Calabria la femminilizzazione del fenomeno dal 2016 in poi si è arrestata, l’incidenza delle donne sul totale è pari infatti oggi al 48,30%. Mentre a livello nazionale si registra ancora un incidenza maggiore delle donne sul totale della popolazione straniera (51,7% al 31 dicembre 2018), c’è da dire che più della metà delle regioni fanno registrare un incidenza alta delle donne (16 in tutte, nel podio troviamo la Valle D’Aosta con un incidenza del 55,64%, a seguire Umbria e Marche rispettivamente 55,47% e 54,21%).

La struttura per età della popolazione straniera è sostanzialmente giovane, gli over 65enni costituiscono soltanto il 3,4% della popolazione totale, la classe di età più rappresentativa è quella 30-44 (35,2%), che fa registrare tra il 2017 e il 2018 il maggior incremento (+ 15mila) in Calabria, contribuendo ad incrementare la popolazione in età attiva operante in regione.

I residenti stranieri in Calabria sono originari da più di 150 diversi paesi del mondo. Per più della metà (61mila) sono cittadini di un paese europeo (il 43,6% sono comunitari), seguono gli africani (28.640), gli asiatici (19.442) e gli americani con poco più di 3mila persone. Quanto alle nazionalità più numerose, il panorama regionale appare segnato dal forte protagonismo della presenza romena (31,7%, 35.851 persone). Seguono i marocchini, presenza tra quelle di più antico insediamento in Calabria, pari oggi a 15.414 (+ 637 persone rispetto al 2017), al terzo e al quarto posto troviamo le comunità dei bulgari (6.904) e degli ucraini (6.471), mentre al quinto posto si collocano gli indiani (4.810).

Gli stranieri residenti in Calabria sono soprattutto concentrati nelle province di Cosenza (37.314) e Reggio Calabria (34.038), seguite con valori nettamente inferiori da Catanzaro (19.353), Crotone (13.777) e Vibo Valentia (8.596). Tra il 2017 e il 2018 si segnalano incrementi della popolazione straniera per tutte le province della regione, in termini assoluti quelli più consistenti si registrano per le province di Cosenza e di Reggio Calabria (rispettivamente +1.755 e +1.168).

Il numero più alto di nascite avvenute in Calabria al 31 dicembre 2018 si registra in provincia di Cosenza (nuovi nati stranieri in regione è diminuito rispetto all’anno precedente (-51), rappresentano soltanto il 7,2% delle nascite 382), segue Reggio Calabria (353) e Catanzaro (207), con soglie al di sotto del 100 troviamo le province di Crotone e Vibo Valentia.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno le persone inserite nei circuiti istituzionali dell’accoglienza in Calabria risultano essere al 31 dicembre 2018 pari a 5.123, rispetto all’anno precedente si registra un decremento pari a – 2.333. La percentuale di distribuzione dei migranti presenti in Calabria è pari al 4,0%, i valori più alti sono in Lombardia (14,0%), Lazio e Campania (9,0%).

I soggiornanti presenti regolarmente sul territorio regionale al 31 dicembre 2018 sono più di 52mila, per il 42,1% donne; il 17,1% è minorenne, mentre solo il 3,8% è ultra 65enne. Sono 5.763 i titolari di permessi di soggiorno a termine, i motivi di soggiorno prevalenti sono, nell’ordine, quelli per famiglia (3.596), per lavoro (2.647) e per asilo e protezione umanitaria pari a (2.621).

Dopo l’analisi sociodemografica della dott.ssa Roberta Saladino, è intervenuto il dott.re Jens Hansen, referente della Chiesa Valdese in Calabria, che ha illustrato come i corridoi umanitari, aperti nel 2016, continuano ad essere la via più rapida e accessibile per l’accoglienza in Italia di richiedenti asilo concentrati in Libano e in Etiopia. Ha spiegato che il progetto risale al dicembre 2015, quando la Farnesina rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, dell’Interno, della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), dell’Unione delle chiese valdesi e metodiste e della Comunità di Sant’Egidio firmarono il primo Protocollo per l’accesso in Italia di 1.000 profughi provenienti da Libano, Marocco ed Etiopia. Nel 2018, esaurita la prima quota di 1.00 arrivi in assoluta prevalenza dal Libano, il Protocollo è stato rinnovato per una quota analoga e ad oggi sono circa 1,700 i richiedenti asilo arrivati attraverso questo specifico canale ha spiegato il dott.re Jens Hansen.

Sono poi seguiti due interventi dell’Università degli Studi Magna Grecia di Catanzaro, il primo sulla tutela della libertà di culto nel sistema di accoglienza in Italia da parte del Dottore di Ricerca Stefano Montesano, il secondo è stato sul Diritto, religione e interculturalità fatto dal Dottore di Ricerca Luigi Mariano Guzzo.

A parlare dei flussi migratori in arrivo via mare in Calabria è stato il Tenente Colonnello Alberto Catone, Responsabile del R.O.A. di VV della Guardia di Finanza.

Il Convegno è stato concluso dal Professore Gaetano Mancuso e da 4 studentesse dell’I.T.E. “Grimaldi – Pacioli”, che hanno presentato “La V Edizione del Catanzaro Legal Economy – Immigrazione e fuga di cervelli”, ed hanno parlato anche della loro specifica esperienza di giovanissime immigrate, in quanto giunte in Calabria con i rispettivi genitori dalla Cina, dal Marocco, dall’Albania e dalle Filippine. Tutte e quattro le studentesse hanno evidenziato come il sistema scolastico le ha aiutate ad integrarsi meglio nella società.