“L’Università dei popoli”, Rete Kurdistan Cosenza in marcia contro la guerra in Rojava

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Dalla Siria del Nord al Cile, dall’Ecuador alla Catalunya, da Haiti al Libano, da Cauca all’Honduras i popoli oppressi insorgono in ogni dove. È l’intero pianeta a bruciare, è l’intero pianeta a reclamare a gran voce uguaglianza, giustizia e libertà, a urlare che il neoliberismo è distruzione sistematica della società. La risposta dei governi è la brutalità della repressione, la violenza dell’autoritarismo.

Incapace di dar risposta è invece la comunità internazionale, che declama falsamente diritti umani mentre continua a sostenere economicamente e diplomaticamente le azioni scellerate degli Stati criminali. Ed è proprio grazie alla complicità della maggior parte degli stati nazione che decidono le sorti dello scacchiere geopolitico mondiale, che dallo scorso 9 ottobre la guerra in Rojava sta diventando ogni giorno più cruenta, colpendo quell’esperimento plurale e rivoluzionario che è stato costruito nei territori della Siria del Nord e dell’Est.

Riteniamo che la parola “Università” indichi nella sua essenza una vocazione ad abbracciare la vita di ogni persona di questo mondo. Il sapere, l’attività di ricerca, di studio e di insegnamento che svolgiamo qua non ha nessun valore trasformativo se non c’è la capacità di alzare la testa e la voce contro chi rappresenta l’antitesi dell’umanità migliore. Per tanto, Rete Kurdistan Cosenza, scenderà in corteo, il 6 novembre dalle 18:30, sul ponte Pietro Bucci dell’Università della Calabria, “L’Università dei popoli”, con spirito di solidarietà e complicità con i popoli in rivolta, per una presa di posizione della comunità accademica tutta.

Invitiamo tutte le realtà collettive ed individuali che si definiscono antifasciste e democratiche a prendere parte al corteo per unire le nostre voci a quelle dei popoli in rivolta, affinché queste possano convergere in un solo grido. 

 

L’Unical si mobilita per il popolo curdo, in pullman a Roma

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