Oramai il quadro è abbastanza chiaro per gli inquirenti. L’omicidio di Salvatore Battaglia, avvenuto a Piscopio, nel vibonese, nella notte tra il 27 ed il 28 settembre scorsi, sarebbe stato infatti un vero e proprio agguato di ‘ndrangheta, avvenuto al culmine di alcune tensioni maturate nell’ambiente criminale locale per il controllo e la concorrenza di alcuni esercizi pubblici, in particolare un bar e un circolo ricreativo.
Stamani i Carabinieri del Norm della Compagnia del capoluogo, ed al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno eseguito altre sei misure cautelari a carico di altrettante persone che sono ritenute essere coinvolte, a vario titolo, nella sparatoria che ha portato alla morte giovane.
Si tratta, in particolare, di presunti esponenti della ‘ndrangheta di Piscopio ed accusati di omicidio, tentato omicidio, favoreggiamento personale, porto e detenzione di arma da fuoco; reati aggravati dal metodo mafioso. I provvedimenti – in esecuzione dall’alba di questa mattina – sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Catanzaro.
Alla fine di novembre scorso, i carabinieri avevano già eseguito l’arresto di Antonio Felice, presunto assassino di Battaglia. Felice è il figlio di un noto pregiudicato di Piscopio.



