Siamo in dirittura d’arrivo. Il termine ultimo per la presentazione delle liste è fissato per domani alle ore 12:00. Mai come in questa tornata elettorale c’è stata maggior “confusione”. Dopo un lungo “travaglio” si è stabilito che si andrà alle urne domenica 26 gennaio 2020. Si voterà dalle ore 07.00 fino alle 23.00, con il voto che sarà accorpato alle regionali in Emilia Romagna per una sorta di election day che potrebbe essere decisivo anche per capire quale possa essere il futuro del governo giallorosso.
Il Partito Democratico dopo aver sperato di strappare un accordo con il Movimento 5 Stelle nonostante il flop del voto in Umbria, alla fine ha puntato sull’imprenditore vibonese Pippo Callipo, mentre i grillini hanno scelto docente universitario Francesco Aiello che ha avuto il via libera dalla piattaforma Rousseau.
Ha fatto la sua scelta dopo una lunga discussione anche il centrodestra che all’ultimo ha evitato una clamorosa spaccatura: la coalizione ha scelto di puntare su Jole Santelli visto il veto della Lega che ha sbarrato la strada al forzista Mario Occhiuto. Il sindaco di Cosenza dopo una esplicita richiesta di Silvio Berlusconi ha rinunciato a correre per conto proprio.
Poi c’è il terzo polo, nato per raccogliere i vari scontenti (sembrerebbero essere molti) sia del centrodestra che del centrosinistra: alla guida del movimento civico “Tesoro Calabria”, Carlo Tansi, ex capo della Protezione Civile Calabrese.
In Calabria la legge elettorale è stata cambiata nel settembre del 2014, quindi proprio alla vigilia delle ultime regionali. L’incipit alla modifica arrivò dall’allora governo Renzi, che mosse dei rilievi di costituzionalità in merito al precedente sistema di voto.
Confermato sempre l’impianto proporzionale, sono cambiate le soglie di sbarramento per poter accedere al consiglio regionale (saranno 30 in totale gli eletti). Anche se collegata a una lista regionale che ha superato l’8%, una lista circoscrizionale per poter eleggere propri rappresentanti deve prendere almeno il 4% a livello regionale.
Cambiate quindi anche le circoscrizioni regionali che da cinque sono diventate tre: Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Cosenza, Reggio Calabria. Infine per garantire la governabilità, il candidato governatore che otterrà più voti potrà giovare di un premio di maggioranza pari al 55% dei seggi.



