“Covid-19, giudici onorari minorili: “Rischi elevati e nessuna tutela”

tutela-carceri-minori-coronavirus-giudici-onorari
Pubblicità

In questi giorni è stata lanciata una petizione on line a tutela di tutti i giudici onorari minorili italiani, promossa da un gruppo di giudici onorari del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro in qualità di semplici cittadini, a fronte dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e della mancanza delle condizioni minime di tutela.

Il pericolo grave cui sono sottoposti i giudici onorari minorili italiani è sotto gli occhi di tutti. All’assenza cronica di tutela giuridica (sotto il profilo retributivo e previdenziale) si è aggiunto, in un momento così delicato per il paese, il rischio concreto di essere contagiati, mettendo a repentaglio la salute personale e quella dei propri cari.

La decisione del Governo di procedere, in questo periodo, alla trattazione dei procedimenti minorili più delicati e/o urgenti non è stata accompagnata da misure specifiche di protezione in grado di tutelare adeguatamente la salute e la dignità professionale dei magistrati minorili e del personale amministrativo, nonché degli stessi minori e delle loro famiglie. E’ evidente che i più esposti siano proprio i componenti privati/esperti minorili: ben 730 presso i Tribunali per i Minorenni e 334 presso le Sezioni Minori delle Corti d’Appello.

Si aggiunga che il decreto “Cura Italia”, che prevede misure di sostegno dal punto di vista economico per i magistrati onorari in servizio presso i Tribunali ordinari, non è stato applicato o esteso ai componenti privati/esperti dei Tribunali per i Minorenni e delle Sezioni Minori delle Corti d’Appello.

La petizione on line ha raggiunto in soli tre giorni ben 1.016 firme e 7.594 visualizzazioni, ottenendo sottoscrizioni da Nord a Sud, da alcuni paesi europei e persino da altri continenti. E’ stato sollecitato formalmente l’intervento del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio nonché dei Ministri competenti e richiesto uno specifico emendamento al decreto-legge “Cura Italia”.

Pubblicità