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Il “riscatto” di Raffaele Mauro, ex DG Asp Cosenza

Il proverbio “chi semina bene raccoglie buoni frutti” dovrebbe completarsi con gli avverbi “prima o poi”!  Se si semina su un campo arido a nulla però varrebbe la buona volontà e la professionalità.  

Un breve incipit, una analogia con quanto accaduto all’ex direttore generale dell’ASP di Cosenza Raffaele Mauro

Ebbene, lo ricorderete tutti, il manager è stato costretto ad abbandonare il campo, pur ben seminato, dopo aver ricevuto attacchi gratuiti, dettati solo da una becera politica. L’ineccepibile operato del dottore Mauro pare che invece stia riscuotendo consensi al punto che, anche in questo particolare momento di crisi sanitaria, viene preso d’esempio. Nel momento in cui Raffaele Mauro decide di abbandonare la direzione dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza, lo fa soltanto perché non riesce più ad esercitare il suo ruolo decisionale. La politica, entrata in modo prorompente all’interno della mura del palazzo di Via Alimena, non ha dato scampo al manager così da decidere con rammarico ed altrettanta fermezza di tirarsi fuori dai giochi. In quella data dichiara Mauro: «Così è il caos, non c’è più una bussola e chi si trova al timone rischia di diventare matto, in una baraonda di decreti assunti e poi revocati, di situazioni costantemente capovolte, come una tela di Penelope che si disfa continuamente». 

Oggi lo stesso ex direttore generale Mauro torna a rilasciare una dichiarazione e lo fa, carte alla mano, con un velo di compiacimento ma anche rammarico per quanto successo:  «Al  contrario rispetto a quanto sostenuto da Sapia nel corso dei ripetuti attacchi rivolti al sottoscritto durante la gestione dell’ASP gennaio  2016 febbraio 2019, l’attuale governance richiama la mia programmazione e le conseguenti richieste delle risorse necessarie per attuarla rivolte alla struttura Commissariale ed al Dipartimento Tutela della Salute. Degli attuali ritardi nella realizzazione dei lavori per il recupero dei requisiti strutturali degli Ospedali sono facilmente identificabili i responsabili.»