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Valentina Varone, da Cosenza ai contratti Mediaset e Rai

di Anna Zupi

Valentina Varone nasce e cresce a Cosenza, papà conosciuto personale ATA e benvoluto da genitori e alunni, mamma proprietaria del negozio di fiori del quartiere. Valentina solare e affabile inizia a ballare sin da piccola e mostra subito una grande disciplina e senso del dovere. Il suo talento e la sua umiltà le hanno permesso di calcare i palchi più importanti, di avere contratti con la Rai e con Mediaset, ma Cosenza resta l’animo pulsante di chi non ha dimenticato le sue origini.

So che hai iniziato a ballare in tenera età, ma cosa o chi ti ha avvicinato alla danza?

Ho iniziato all’ età di 6 anni facendo rock’n’roll acrobatico per poi passare al Liscio, Standard e latino americano . È successo tutto un po’ per caso:  guardando uno spettacolo nella rinomatissima villetta di Via Roma . È stato amore a prima vista e da lì una serie di cambiamenti e di crescite che mi hanno poi portato a studiare danza classica prima e poi i vari stili della danza moderna. Pensare che quando ero bambina scappavo ai racconti delle mie amichette sulle loro lezioni di danza classica: troppa disciplina ,troppo ordine,  e alla fine quel ordine è diventato il caos della mia vita!

C’è un insegnante a cui devi tanto o che ricordi con piacere?

Gli insegnati ti formano e sono fondamentali nella crescita. Tutti, chi più chi meno, nel bene e nel male hanno contribuito alla mia crescita e non posso che essere riconoscente.

Da bambina tua madre ripeteva spesso “sono tutte brave, ma alla finiscono come la Cuccarini”, nonostante tutto hai inseguito il tuo sogno e hai calcato i palchi più importanti. Quanto è stato importante il sostegno della tua famiglia?

La mia famiglia è stata TUTTO, i sacrifici fatti da loro sono impagabili e auguro a tutti di avere accanto delle persone così forti disposte a mettere tutto in gioco e a credere così tanto in te .

Quanto pensi che abbia influito la danza sulle tue scelte e sulla tua vita e quanto ti è pesato lasciare Cosenza?

Purtroppo o per fortuna ha influito tanto: era alla base di ogni mia scelta a discapito di tutto il resto .

Detta così sembra una tragedia, ma sono felice della mia vita, degli errori e delle soddisfazioni .
Mi sono persa tante cose, ma ne ho acquistato tante altre, mi sono impegnata e battuta per poter mantenere stretti a me i rapporti importanti che mi accompagnano ancora oggi.

Cosenza è sempre con me presente attivamente nella mia vita.

Cosa provi quando sali su un palco? Cosa ti trasmette il pubblico e cosa vorresti trasmettere loro?

È una sensazione che non credo sia facile spiegare a parole. Tutti mi dicono che quando sto sul palco divento un’altra persona. Mi dicono di essere completamente diversa. Io mi sento di essere sincera e reale:  ecco forse ti permette di esprimere le diverse personalità che coesistono in ogni essere umano .

Ci racconti com’ è iniziata la tua carriera? Dalla saletta di danza a Mediaset?

Appena compiuto i diciotto anni, su suggerimento della mia insegnante, andai fare un provino per ” La Corrida ” a Roma . Presi il mio bel pullman dall’autostazione insieme ad altre mie amiche . Arrivate a Roma sembrava essere tutto un po’ surreale: ci eravamo fatte condizionare dalla serie delle ‘Ragazze di Piazza di Spagna’
Ci recammo allo Ials dove si svolse l’ audizione; ci saranno state più di trecento ballerine e altrettanti ballerini: una giornata interminabile tra diagonali, danza ,sudore , pettegolezzi “tu si” ,”tu no” “la numero 127 continua” ,”le altre grazie sarà per la prossima”. Man mano che le selezioni andavano avanti mi sentivo sempre più forte ,sapevo che in qualche modo quella giornata avrebbe cambiato la mia vita . È così è stato . Dopo qualche giorno arrivò la telefonata .
Ero felice, ma allo stesso tempo disperata : quell anno, 2002 frequentavo l’ultimo anno di ragioneria: chi mi avrebbe ridato quei giorni tra i banchi? pensai.
“Nooooo c’è tempo per ballare , io adesso voglio andare a scuola e diplomarmi e fare tutte quelle cose che si fanno alla mia età “.
Alla fine con il supporto di tutti partii in lacrime e disperata. Avevo paura di perdermi qualcosa, ma grazie alla mia famiglia, agli amici, ai professori sono riuscita comunque a diplomarmi quell anno andando a scuola due volte a settimana  e cercando a tutti i costi di non perdere la mia vita da adolescente.
È stato faticoso, ma sono orgogliosa di essere riuscita ad essere tutte e due le Valentina.

Pensi di esserti realizzata o credi che ancora hai qualche desiderio nel cassetto?

Sono felice di quello che sono e di come è andata la mia vita ,ma credo che i cassetti dei sogni non siano fatti per restare vuoti quindi sognare sempre sempre.

Cosa ne pensi dei talent? Tirano fuori davvero tutti talenti o ci si può realizzare anche in altri modi?

Sono fondamentali per come vanno le cose adesso , ma non sono l’unica via d’uscita . Anzi credo che a volte siano addirittura controproducenti. Bisogna saperci stare nel bene e nel male .

Quanto vi ha penalizzato il Covid quest anno?

Purtroppo tanto , e non solo per quet anno. Ci porteremo gli strascichi di questa situazione per molto tempo.  Speriamo per prima cosa di essere al sicuro dal virus e poi ci sarà bisogno di una grande forza per tirare su il settore.
Bisogna credere e non mollare.