Sab 21 Mag 2022
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La mala gestio del turismo in Calabria

Se dico “POVERA CALABRIA!”, mi viene in mente il famoso libro di Friedrich Werner van Oestère che, visitando la regione nel maggio del 1908, meditò intensamente sulle condizioni di arretratezza e di abbandono, quasi inenarrabili, di una terra tanto bella.

Forse, oggi  ci siamo leggermente affinati, ma purtroppo, il quadro, la proiezione, rimangono sempre quelli, sia pure con dinamiche leggermente diverse.

Siamo sinceri, almeno tra noi calabresi! Non si ha più memoria di un Governo Regionale che abbia saputo solcare, cesellare in modo energico, fermo, risoluto e netto lo sviluppo della Calabria, soprattutto in campo turistico, e conseguentemente culturale. Una terra, la nostra, bellissima (a dir poco!) e ricca. Sì, proprio ricca: di un patrimonio naturalistico e culturale da fare acrimonia a tanti altri territori meravigliosi del nostro pianeta. Eppure, come si legge da qualche parte, in Calabria troppi proclami e pochi fatti e risposte concrete. Si spera in quest’ultimo Governo…chissà! Perché si sente sempre il bisogno di non smettere di sperare!

Il punto è che non esiste una strategia di rilancio del settore turistico consona e appropriata a spaziare, tanto sul versante costiero quanto su quello montano. Basti solo pensare al BOSCO DI ITALIA: la nostra cara, affascinante, misteriosa, placida Sila, che potrebbe divenire uno dei comprensori sciistici più ambiti dell’intero sud Italia.

Ci si affida troppo a proposte di fortuna e non si deve neanche andare troppo lontani nel tempo.

Come si può dimenticare la recente “brillante idea” del governo regionale di sostenere il turismo montano con la realizzazione di un ammasso di prefabbricati in legno a basso costo per accogliere i turisti stranieri quasi come fossero dei profughi! Ma diciamocelo: questo è uno scherzo, vero?

E’ così ponderoso, gravoso pensare ad una riqualificazione delle strutture preesistenti che purtroppo presentano indicatori inferiori, sia in termini qualitativi che quantitativi, rispetto alle altre regioni del territorio nazionale o realizzare nuove strutture di charme, praticamente inesistenti in Calabria, o dare, finalmente, attuazione ad immemori bandi su B&B e affittacamere rimasti sconsolati a giacere nell’oblìo???

Eppure, certamente non mancano le risorse atte a dare un nuovo slancio e un nuovo respiro. Ci si riferisce a strumenti e misure ad hoc (COME I CONTRATTI DI SVILUPPO) ormai atrofizzate da anni a causa della smodata burocrazia ( o chissà per quali recondite ragioni!). Tutto troppo cavilloso, poco snello, complicato, farraginoso, macchinoso…direi GRETTO! Checchè se ne dica, non siamo neanche carenti di imprenditori di alta professionalità e buona volontà, che non aspettano altro di rilanciare la propria terra, creando altresì numerosi nuovi posti di lavori. Si parla tanto di disoccupazione? Abbiamo tutte le carte in regola per abbattere anche questa problematica.

Molte regioni del sud si sono dedicate con grande vigore a quanto detto. E la Calabria? La Calabria No, altrimenti tramonterebbe il suo primato di “fanalino di coda”!

Il punto è che è uno “scarica barili” politico senza sosta, senza tregua.

Manca una programmazione e pianificazione d’impatto, oseremmo dire un vero e proprio shock; una fattiva collaborazione tra enti preposti e operatori turistici imprenditori. Si è penalizzati, infatti,  da uno pseudo sistema turistico caratterizzato da un carente o esiguo orientamento strategico, organizzativo, informativo. Questo, sempre a causa della scarsa o inesistente cooperazione fra gli operatori del comparto e quelli di un sistema regionale ormai assuefatto, sopito,svogliato, indolente.

SVEGLIATI CALABRIA! SVEGLIAMOCI CALABRESI… Soprattutto, DESTATEVI GOVERNANTI: LA CALABRIA PIANGE IN SILENZIO!!!

Chi prenderà su di sé la responsabilità di questo silenzio fragoroso e assordante?