Venti anni di musica per i Ganja Social Club che dopo un lungo stop risalgono sul palco più maturi e consapevoli. Testi Importanti e impegnativi sottolineati dal dialetto cosentino, perché loro vantano le origini di una terra “bella e malefica”. Sensibili ai temi dell’Africa e precorritori dei tempi abbiamo ripercorso, in parte, la Cosenza musicale del 2000.
Da dove nasce il nome Ganja Social Club?
Il nome GSC nasce dopo un “brain storming” in camera mia con il resto del gruppo, voleva essere un omaggio a “Buena Vista Social Club” e alla marijuana, che ai tempi fumavamo con la scusa che suonando reggae ci fosse dietro anche qualche motivazione mistica
Come si è creato il gruppo e chi scriveva i testi?
Siamo partiti da me, Antonio Palermo (Buzzy) e Luigi Russo (Don Proots) che eravamo già nella stessa comitiva, spinti da Antonio, che aveva ricevuto da sua sorella una cassetta con la registrazione di Reggae Party dei Sud Sound System. A tutti piaceva Marley, ma quell’ascolto ci ha fatto conoscere ed amare il Raggamuffin. Da lì all’unione con Cenzino (Vincenzo Donato) e Giodee (Giovanni Di Bartolo) il passo è stato breve, soprattutto grazie alla sala giochi di“Marcello”, che ai tempi era un vero intreccio di culture musicali e passioni tra le più disparate.
A scrivere i testi ci pensavamo io (Fabio Aquino alias u dutture) ed Antonio, mentre i musicisti si occupavano degli arrangiamenti.
La formazione del gruppo è rimasta sempre la stessa in tutti questi anni?
Il gruppo ha visto tra le sue fila diversi componenti, e si può dire che sia stata, se non una nave scuola, sicuramente una tappa di passaggio per moltissimi musicisti cosentini; dopo vari anni di cambiamenti, però, la formazione stabile era ormai rappresentata da me e Antonio alle voci, Luigi alle tastiere, Cenzino al basso, Giodee alla batteria, Francesco Cocò Cocchiero alla chitarra e Vito Poldino Bertucci come voce Hip Hop.
Le vostre prime prove alla Dracma di Piero Vena, i concerti al filorosso e il vostro stile hip hop hanno segnato una generazione. Ci raccontate qualcosa di quegli anni?
Credo che la cosa più bella di quegli anni fosse il fermento musicale che si respirava in città e provincia: esistevano moltissime band, di tutti i generi possibili, molte delle quali composte da minorenni; venivano organizzati ogni anno numerosi concerti e festival a cui partecipavano decine di gruppi nella stessa serata: persone che si conoscevano tutte tra loro grazie a Piero e alla Dracma, vero punto di ritrovo della musica bruzia di quei tempi.
C’erano feste della Musica e concerti del Primo Maggio cosentini, c’erano le esibizioni al Gramna grazie ai gemelli Tucci che ogni tanto riuscivano ad inserirci, a patto di salire poi sul palco con noi per cantare “How Many Times” di Bob Marley; poi sono venuti la Kasbah, il Filorosso, i primi locali come il Bosque e il Chini c’è c’è ad aprire a ragazzini di sedici diciassette anni e a pagarli per suonare live.
C’era già qualche gruppo a Cosenza e in provincia a suonare Reggae (penso a Mario Spataro, e ovviamente alla Spasulati Band), ma la vena Hip Hop data dalla voce di Poldino, e il mix Reggae e Ragga delle altre due voci, a cui si adattava di volta in volta l’arrangiamento, ha dato sicuramente vita ad un fenomeno musicale originale per quei tempi. E forse anche un pò tamarro
Iniziano le tournée estive in tutta la Calabria, dove vi affermate anche in numerosi concorsi. Quante date? Quante emozioni? Nasce il primo disco registrato ad Eboli
Il fatto di suonare reggae ci ha aperto le porte a ogni tipo di serata estiva: penso che, a meno di 18 anni, avremo suonato in non meno di 50/60 concerti in un paio di anni, concentrati soprattutto d’Estate; per molte di queste bisogna ringraziare la Spasulati Band, che ci ha quasi adottato all’inizio del nostro percorso, permettendoci di esibirci in numerose occasioni come loro gruppo spalla (ricordo una bellissima apertura a Tonino Carotone e Arpioni, e molte serate in generale a Santa Sofia d’Epiro); e impossibile non ricordare Vladimir Costabile, che inserendoci nel suo Tour estivo “Sud Ori”, insieme a Taranta Therapy e Duff, ci ha permesso di girare ovunque nella provincia di Cosenza, oltre che di improvvisare sul palco insieme ai Duff in canzoni come “pisciamo sul bordo del castello”. Nevone & co. vi amiamo da sempre!
Dopo tanta gavetta nasce il vostro primo EP
Tutto questo girare ci ha portati a registrare nel 2005 il nostro primo EP ad Eboli da Luigi Nobile, grazie ancora una volta a una buona parola messa per noi dalla Spasulati; nello stesso periodo, ci siamo iscritti ad un concorso di Black Music al locale Alpheus di Roma, vincendolo inaspettatamente (parte del voto era dato dal pubblico, e il resto delle band erano romane con amici al seguito). Decisamente anni straordinari per tutti noi!
Le vostre tematiche principali sono sempre state contro il razzismo, la mafia, la corruzione e vicine alle problematiche dell’Africa. Avete spesso elogiato la Terra Calabrese definendola “bella e malefica”. Da giovani artisti e ragazzi cosa avreste voluto renderla meno “maledetta”?
“Sembrerà scontato forse, ma sappiamo tutti che il problema della Calabria sia da sempre la sua cattiva amministrazione.
Per esempio hai un territorio favoloso, osannato dai giornali internazionali più famosi e dai turisti, e poi non sei in grado di fornire un servizio, di coccolare l’ospite, di fargli venire voglia di ritornare. Perché? Perché i soldi arrivano in Calabria ma poi si fermano da qualche parte; l’Europa negli anni ha versato una marea di soldi alla Calabria, e non siamo stati capaci neanche di completare un’autostrada per il magna magna delle imprese affiliate a criminalità organizzata; poi scopri dalle inchieste giudiziarie che una buona parte della classe politica è collusa con queste organizzazioni o addirittura inserita nel suo organico.
Parlando della nostra città, viene rifatta la piazza più centrale per poi scoprire che di mezzo c’è Muto, che non sono stati fatti tutti i collaudi e che va richiusa a pochi anni dalla sua apertura, e su Viale Mancini penso non ci sia neanche il bisogno di commentare. Quando ci libereremo di questa vecchia classe dirigente infettata da anni di corruzione e clientelismo, sarà più facile valorizzare e far vedere al resto del mondo quanto valiamo noi e la nostra terra.”
Finisce il liceo e dopo pochi anni arriva uno stop di quasi un decennio per il gruppo, poi il ritorno sui palchi e l’abbandono di Buzzurro: cosa avete provato?
“Dopo quasi dieci anni di stop, dovuti alla partenza di molti di noi per Università o lavoro (me compreso), per uno strano caso del destino ci ritroviamo quasi tutti a Cosenza nel 2014 (tranne Poldino che ormai viveva stabilmente in Trentino).
Nel frattempo a Cosenza si era sviluppato un bel movimento Dancehall, grazie a Mujina Crew, formata in parte da componenti Ganja (Antonio e Luigi) oltre che da Amedeo DJ Ellico, Elvira Dadda, Vinz Perfetti e Mella), ma gruppi reggae scarseggiavano.
L’idea di riunire i Ganja venne a Luca Garro, che stava organizzando una serie di concerti all’Alt Art insieme a Stefano Conforti, e che ci propose una serata reunion, a cui il nostro ego non ha saputo dire di no. Da quel concerto abbiamo ripreso a suonare e abbiamo pubblicato “Salsedine”, il nostro nuovo singolo. Un anno dopo, però, Antonio decide di tornare a Roma, dove aveva vissuto negli ultimi anni, lasciandoci senza cantante Ragga; non nego che sia stato un pessimo momento, perchè Antonio ha sempre rappresentato la colonna portante del gruppo, non solo come frontman, ma anche a livello organizzativo e di coesione tra membri; ormai però il virus delle serate ci aveva nuovamente contagiato, e non avremmo rinunciato così facilmente a suonare.
Per fortuna ci venne in aiuto Antonio DPinto Corigliano, che in Mujina aveva iniziato a sostituire Buzzy, e che si rivelava dunque la scelta più logica per prendere il suo posto anche nei Ganja. Questa decisione, purtroppo, ha provocato una rottura con il nostro storico chitarrista Ciccio Cocchiero, sostituito in seguito da Emiliano Donato, nostro attuale strimpellatore e arrangiatore.
Con la nuova formazione inizia un tour importante e nasce il secondo EP dei Ganja
Con questa formazione abbiamo registrato il nostro EP “GSC”, realizzato il 2016 negli studi di Sud Studio Digital Sound di Angelo Sposato, figura quasi paterna degli ultimi anni, che ci ha introdotto a diverse serate ed eventi musicali.
Da lì un Tour per promuovere il disco, l’aiuto prezioso di Mujina che è riuscita a farci suonare al concerto degli Skatalites e a moltissimi altri eventi Reggae, e un’altra splendida estate in giro per i palchi calabresi.
Poco dopo, purtroppo, Cenzino si trasferisce in Sicilia, ma riusciamo a reggere la botta grazie a Ciccio “Gonzo ” Falcone, storico bassista cosentino che già lo aveva sostituito negli anni in diverse occasioni.
A cosa è dovuto questo nuovo stop?
Quello che invece ci ha attualmente fermato è la partenza di Giodee in Veneto e di DPinto a Crotone, causa lavoro, rendendoci veramente difficile trovare il tempo di essere tutto insieme nella stessa città e provare qualcosa di nuovo.
Ma la voglia c’è ancora tutta e preferiamo pensare che il futuro ci riservi ancora qualche sorpresa.



