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La trasferta rossoblù: a piedi per ringraziare San Francesco

di Anna Zupi

Per qualcuno sarà blasfemia altri diranno non mischiate il Sacro con il profano,ma da sempre San Francesco di Paola è invocato dai tifosi del Cosenza.

Ogni partita post covid ha richiesto numerose promesse da parte dei tifosi e il più nominato è stato proprio San Francesco di Paola. Chi non ha mai sentito “San Francè pensaci tu” o ancora “si saglimu arrivo fino a San Francesco di Paola a Pedi”.

 

Questo campionato strano, problematico, al cardiopalmo, ha fatto sospirare un po’ tutti i tifosi fino al rigetto del ricorso del Trapani avvenuto qualche giorno fa.
Che sia stato il fato o la fortuna o per qualcuno San Francesco non importa:  le promesse sono debiti e come tale vanno mantenute.

Un gruppo di tifosi del Cosenza infatti ha percorso il tragitto Cosenza Paola a piedi per andare a ringraziare il santo protettore.

Dieci ore di tragitto con bandiere e stendardi, drappi e sciarpe. Un’atmosfera ancora più bella e suggestiva durante il percorso quando le macchine, riconoscendo le bandiere, suonavano i clacson per salutare i tifosi.

Non è cosa nuova andare a ringraziare San Francesco di Paola: l’ultima volta successe 30 anni fa, quando il Cosenza salì in serie B; era il 1988. La storia si ripete, le emozioni continuano,  come il sogno dei lupi che ancora una volta restano in serie B più affamati che mai.
tifosi cosenza 1988