Mer 19 Gen 2022
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Torremezzo, Malpertuso e quelle proteste del mare sporco (e dei servizi) da 20 anni

I problemi sono sempre quelli, inutile girarci intorno. Le correnti del fiume in località Malpertuso, tra San Lucido in direzione Torremezzo, corrispondono – per usare un eufemismo – alla luride acque egiziane del Nilo ai tempi dei Faraoni. Eppure, in Calabria ed in particolare a queste latitudini, nel mar Tirreno, basterebbe davvero poco a far funzionare depuratori e servizi. Un mare da far invidia alla Sardegna ed una spiaggia, per restare a Torremezzo, tanto “larga” quanto spaziosa da far tremare la riviera Romagnola.

Per non parlare dei servizi, sempre quelli. Un tempo, nei primi anni ’90, flotte di ragazzini da Cosenza imperversavano per la Proloco, per il parco Fabiano, per il lungomare, per il mitico bar “Due Torri”, per le bombe della Solemar, per i campetti da tennis e calcetto, per l’acquapark e per una sfilza di luoghi di ritrovo che presto sarebbero diventati avamposto di amarcord e sospiri.

La “curva”, quel muretto all’ingresso delle palazzine “Talarico” e “Blasi” da sempre in rivalità tra loro, manco a parlare di Guelfi e Ghibellini, era “il” posto magico dove organizzare scherzi e programmare le serate. Quei giovani oggi sono padri e madri, zii e professionisti affermati che, forse, non si ritroveranno più come ai tempi di Happy days al “camper” di Federico ma si rivedono punto e capo, lo stesso identico problema di quei giorni.

Da qui la protesta, l’ennesima. Le urla, in alcuni casi. E la disperazione per una situazione del mare, della puzza, degli odori nauseabondi che non possono essere più sopportati. Per loro, per i figli, per tutti.

Anche il Tgr Calabria ha dato fiato alle proteste ed ha cercato di coinvolgere anche il sindaco Ercole Conti. Spallucce, poca roba. Il Covid, il depuratore, il 30% di presenze in più inaspettate: “scuse politiche” che non reggono, probabilmente.

il comitato
il comitato

Cosa fare allora? Il comitato, composto da quei giovani di allora, è combattivo, vuole e pretende risposte, soluzioni, interventi. Forse non basta neppure alzare la voce, oseremo dire. Chi scrive frequenta le redazioni dei giornali da quei tempi; ed in quegli anni fumi di articoli e pagine, intervistando questo o quel negoziante, questo o quel bagnante, hanno prodotto “scandalo” ed indignazione. Ma oggi siamo ancora a quel punto.

Uno sciopero fiscale? Si era proposto anche questo: i denari dell’Imu e degli altri tributi comunali dove finiscono se non nelle casse del Municipio? Chissà se si potrebbe pretendere una specifica voce di Bilancio che possa essere “occupata” proprio dai ricavi delle seconde case. Con il divieto di essere utilizzati per altri fini. Una “casella” di posta nel documento contabile dell’Ente, tutto qui. Che sia questa una possibile proposta? Semplicemente per il fatto che tra 20 anni, i figli ed i nipoti non si ritrovino – ancora – a sospirare su quel muretto della curva ed alzare i decibil nei confronti dei futuri amministratori.

Raf cantava “cosa resterà degli anni ’80”; noi potremmo parafrasare quel ritornello con “Cosa resterà di Torremezzo”…Proviamoci, su.