Aumenta sempre più la paura e con essa la rabbia. I cittadini di Amantea sono esasperati da una situazione che si trascina da tanto, troppo, tempo. Già lo scorso mese di luglio avevano organizzato una protesta per dire “no” agli arrivi incontrollati di migranti nella cittadina del tirreno cosentino. Poi arriva la notizia della positività al Coronavirus per 23 ospiti della nel centro di accoglienza “Ninfa Marina”, struttura dalla quale era fuggito un ragazzo positivo, rintracciato dopo ore dai carabinieri e l’esasperazione degli abitanti è troppa: decidono di ribellarsi nuovamente.
Sono scesi in piazza, sulle strade, per far sentire la loro voce. Hanno deciso anche di manifestare tutto il loro dissenso sulla Strada Statale 18 con l’intento di bloccare il traffico ed estendere la protesta coinvolgendo i livelli istituzionali per chiedere il trasferimento dei migranti positivi.
La mobilitazione si è conclusa solo pochi minuti fa quando è giunta la notizia della decisione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha disposto la vigilanza della struttura da parte delle forze dell’ordine e dell’Esercito.
Alla riunione, tenutasi nella sede della Prefettura di Cosenza, hanno partecipato rappresentanti delle Forze armate, il sindaco di Rende, la commissione straordinaria che regge il comune di Amantea, l’Asp, dipartimento salute di Cosenza, il rappresentante della cooperativa che gestisce il Cas di Amantea e, in audioconferenza, il rappresentante del Cas di Rende.
L’attenzione dei partecipanti si è focalizzata, è scritto in una nota della Prefettura, «sulle misure di isolamento e di sorveglianza attiva adottate dai centri nei confronti degli ospiti destinatari di ordinanza di quarantena obbligatoria in quanto positivi ai tamponi. Si tratta, a Rende, di 15 migranti e un operatore, di cui due ricoverati al reparto malattie infettive dell’ospedale Annunziata di Cosenza; ad Amantea di 25 migranti e un operatore. Tutti – riferisce la Prefettura – sono in isolamento all’interno dei rispettivi Cas, separati dagli altri ospiti, e attentamente sorvegliati».



