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Covid, tamponi rapidi anche presso medici di famiglia e pediatri

I tamponi rapidi per verificare il contagio da Covid-19 potranno essere effettuati direttamente dai medici di base e dai pediatri. Una novità che viaggia in parallelo alla possibilità per i pazienti di prenotare il test in farmacia. Ovviamente spetterà al medico e non al paziente decidere quando è il caso di prenotare ed effettuare il tampone e quando no.

Dopo che il ministro Roberto Speranza ha firmato l’atto d’indirizzo, ieri sera l’ok dei sindacati ma soltanto dalla Federazione dei medici di medicina generale-Fimmg e non dalle altre sigle: Sindacato nazionale autonomo dei medici Italiani-Snami, Intesa sindacale e Sindacato medici italiani-Smi, che contestano la “mancata garanzia della sicurezza di cittadini e operatori”.

Ma c’è un nodo da sciogliere: quello dell’obbligatorietà dei medici ad eseguire il tampone. I sindacati infatti vorrebbero che l’adesione di medici e pediatri fosse esclusivamente su base volontaria.

L’accordo stabilisce che per tutta la durata dell’emergenza Covid i medici di medicina generale e i pediatri potranno effettuare loro stessi i tamponi rapidi o altri test di sovrapponibile capacità diagnostica prevedendo l’accesso dei pazienti su prenotazione e previo triage telefonico. Per i medici di famiglia e pediatri è prevista una remunerazione di 12 euro se il tampone rapido antigenico viene effettuato al di fuori dello studio (come per esempio nelle Case della Salute, in locali predisposti dalle Asl, nei tendoni della Protezione Civile) oppure 18 euro se il test viene effettuato nello studio privato del dottore. È previsto anche che i test si possano fare a casa del paziente. Proprio per venire incontro a queste nuove “spese”, il governo stanzierà 30 milioni di euro fino al 31 dicembre 2020, che si tradurranno i circa 2 milioni di test rapidi a disposizione di medici e pediatri.

Resta inteso che è il medico a decidere a chi fare il tampone e la decisione non è del singolo paziente. Ma quando il medico potrà richiedere il tampone? Se il paziente ha avuto contatti ravvicinati con malati accertati (sintomatici o asintomatici), se il medico considera il paziente un caso sospetto, se il paziente ha avuto contatti stretti con asintomatici allo scadere dei 10 giorni di isolamento.

Altra novità importantissima è l’introduzione, presso il Ministero della Salute, di un servizio nazionale di risposta telefonica alle persone risultate positive al virus SARS-Cov-2 o che hanno avuto contatti stretti o casuali con soggetti risultati positivi, con il compito di svolgere attività di contact tracing e sorveglianza sanitaria nonché di informazione e accompagnamento verso i servizi di prevenzione e assistenza delle competenti aziende sanitarie locali.