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Ad un anno dalla vittoria Mondiale, il paolano Gennaro Aloe sogna in grande

di Anna Zupi

«Voglio diventare un campione». E’ stata questa la risposta perentoria alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” posta dalla sua prima insegnante di italiano, il primo giorno di scuola, ben 15 anni fa. Il “marmocchietto” dalle idee chiare, oggi 19enne, porta il nome di Gennaro Aloe, all’epoca alto poco più di un metro, ma già particolarmente lungimirante.

Lo incontriamo ad un anno esatto dalla conquista del suo primo titolo mondiale nel campo degli sport da combattimento, e più di preciso in quello delle arti marziali miste. La sua più grande passione. «Lo scorso novembre ho vestito la maglia della Nazionale italiana Fikbms di Kickjitsu (dsa riconosciuta dal Coni) alle dipendenze dei tecnici Vigolo, Fantini e Rizzoli e ho partecipato al mio primo mondiale. Le gambe tremavano, la voce strozzata dall’emozione chiedeva al mio coach se tutto ciò che stavo vivendo fosse vero. Ero lì. Proprio io. Laddove avevo sognato, ad un passo dal far mio quell’ambitissimo trofeo – ci racconta -.

I giorni che hanno preceduto l’esordio sono stati memorabili a Massa Carrara. Ricordo le rifiniture, ricordo gli schemi ripetuti con le mie due guide: Domenico Massarini che mi segue da sempre nello striking e Marco Passarelli che, dopo Gioacchino Sansone, mi ha indirizzato verso questa disciplina. Ero carico a molle. Sentivo dentro me come sarebbe andata a finire. I match si rincorrevano, uno dietro l’altro fino al giorno della finale».

Poi lo sguardo da temerario lascia spazio ad una lacrima: di commozione. Il giovane paolano seguita nel racconto: «Avevo seguito una dieta rigidissima sotto la guida sapiente del dottor Giuseppe Mantuano, una delle figure più importanti che ho incontrato lungo il mio cammino. Ero deciso ad eccellere, per me, per il mio team (Cobra Team Cosenza) e per tutti coloro i quali credono in me». Il resto è passato alla storia: una scarica di diretti al volto e un triangle choke a dir poco perfetta mi hanno regalato questo sogno». Campione mondiale di kickjitsu Isf Wmmaf Fikbms, categoria junior -60 kg. Poca roba insomma. Sorride Gennaro; ha negli occhi la stessa emozione di quel giorno. Proprio un anno fa.

Gli chiediamo come vanno gli allenamenti, quanto sia difficile, ad oggi, continuare e non farsi sopraffare dallo scoramento, quanto sia importante avere un team sempre disponibile e al suo servizio: «Il team è tutto per me. La mia seconda casa, la mia famiglia. La palestra è il mio habitat naturale – chiosa-. Non riuscirei a farne a meno. Il rapporto con i miei coach è fantastico. Domenico e Marco non mi lasciano mai da solo e mi seguono passo passo nel percorso atletico e tecnico, anche durante il lockdown. E poi c’è lei: l’anima del nostro gruppo: Romina Cozzolino, anch’ella campionessa di caratura mondiale nonché atleta azzurra… con lei il rapporto è idilliaco. E’ la mia seconda mamma. Sempre pronta a dispensare consigli e a farmi sentire il “piccolino” del team. Adorabile».

Quali sono i progetti per il futuro? «Stiamo procedendo con le lezioni online in attesa di un prosieguo migliore. Intanto sto per terminare gli studi: ho intrapreso l’università: scienze motorie. Un altro sogno nel cassetto che da qui a breve realizzerò. Per ciò che concerne le gare?! – ci guarda perplesso, poi sorride – chiedetelo al mio coach. E’ lui a scegliere per me. Io mi limito ad eseguire e a dare il massimo negli allenamenti. Le competizioni che continueranno a farmi crescere sono già in agenda. Basta aprire quella di Domenico». Il sogno? «L’Ufc».